
Nella ricorrenza dei 4 anni dall’invasione della Russia in Ucraina, che ancora oggi terrorizza l’Occidente, dedichiamo le news di oggi del giornale a portare in primo piano questa tragico anniversario. Erano le prime ore del 24 febbraio 2022 quando Vladimir Putin annunciò l’inizio dell’invasione russa. Alle 5 del mattino le truppe russe iniziano l’invasione in più direzioni nelle regioni di Kherson, Donetsk, Luhansk, Sumy, Kharkiv, Chernihiv e Kyiv. Lanciano un attacco militare causando migliaia di vittime civili e enormi danni all’energia e ad altre infrastrutture chiave, in particolare nelle regioni orientali del Paese. Da allora il popolo ucraino, i civili, stanno pagando il prezzo più alto: uomini, donne e bambini svegliati ogni notte dalle sirene dell’antiaerea e dalle esplosioni, costretti a rintanarsi nei rifugi e dormire sul pavimento delle stazioni, provati da anni di mancanza di scuole, elettricità, riscaldamento.
Per l’Onu le vittime civili sono oltre 14 mila. E il Center for Strategic International Studies stima che in questi quattro anni siano morti, feriti o risultati dispersi 1,8 milioni di soldati russi e ucraini.
L’invasione del 24 febbraio 2022 – lo ricordiamo – arrivava dopo otto anni di conflitto a bassa intensità contro un Paese indipendente, come l’Ucraina, che dal 1923 l 1991 era stato parte dell’Unione Sovietica, fino al suo scioglimento. Il 20 febbraio 2014 i soldati russi avevano attraversato per la prima volta il confine di stato ucraino occupando la penisola di Crimea, che veniva annessa alla Russia. A quel punto le regioni a maggioranza russofona del Donbass, Lugansk e Donetsk, nel sud-est dell’Ucraina, chiesero l’indipendenza avviando combattimenti con le truppe di Kiev. L’11 febbraio 2015 veniva sottoscritto il cosiddetto protocollo Minsk 2 con la mediazione di Germania e Francia, che prevedeva un cessate il fuoco immediato, accordi mai rispettati, tanto che nel settembre 2021 l’Ucraina dichiarava di essersi “svincolata” dagli accordi di Minsk in forma unilaterale dopo aver denunciato una violazione del secondo punto degli accordi da parte della Russia. Da qui era partita l’escalation, fino all’invasione del 24 febbraio 2022, di cui ancora oggi l’Ucraina e l’Europa tutta pagano le più gravi conseguenze.





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