Via libera dell’Antitrust all’arrivo in Italia dei treni di linea ad alta velocità targati SNCF. La decisione arriva al termine di un’istruttoria avviata dall’AGCM nel marzo 2025, dopo un esposto presentato dalla compagnia francese nell’estate del 2024. L’indagine riguardava un possibile abuso di posizione dominante e le procedure utilizzate da RFI per l’assegnazione della capacità sulla rete ferroviaria ad alta velocità. «RFI assegnerà al “nuovo entrante” almeno 18 tracce sulle linee ad alta velocità – si legge in una nota dell’Autorità –  tra cui i collegamenti Torino-Milano-Roma e Torino-Milano-Venezia, garantendone la stabilità per dieci anni». L’obiettivo è rendere l’ingresso sul mercato efficiente e sostenibile dal punto di vista economico. Anzi, per l’Autorità, l’apertura del mercato rappresenta «un significativo passo avanti» perché favorisce la concorrenza, crea nuove opportunità per migliorare i servizi e aumenta la competitività a vantaggio dei passeggeri.

La Societé Nationale de Chemins de fer Francois è una delle principali aziende pubbliche francesi con circa 450mila dipendenti in tutto il mondo, compreso le partecipate. Finora in Italia gestiva solo la linea internazionale Milano–Torino–Parigi. Con questa decisione potrà invece entrare nel mercato interno dell’alta velocità, diventando il secondo concorrente della compagnia nazionale Trenitalia dopo Italo, controllata per metà dal gruppo MSC.

Ma alla compagnia francese non basta ancora. Nel presentare la propria strategia industriale per il 2024, SNCF Voyageurs aveva indicato l’obiettivo di conquistare il 15 per cento del mercato italiano dell’alta velocità entro dieci anni, trasportando circa 10 milioni di passeggeri all’anno tra Torino, Milano, Roma, Napoli e Venezia.

Uno degli elementi chiave dell’offerta sarà il TGV M, il nuovo treno ad alta velocità a due piani. Grazie a questa configurazione SNCF potrà offrire una capacità superiore di circa il 40 per cento rispetto ai treni attualmente utilizzati in Italia da Trenitalia e Italo, che sono a un solo livello. Con oltre 700 posti a sedere per convoglio, la compagnia francese ritiene di poter ridurre i prezzi medi fino al 20 per cento sulle rotte operate.

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