
Nel mondo esistono circa 12.000 testate nucleari, il 90% delle quali è posseduto da Russia (5.459, delle quali ben 1.718 già schierate) e Stati Uniti (5.177, delle quali circa 1.700 schierate). Ne basterebbero una cinquantina per causare danni catastrofici globali ma, ancor peggio, queste armi nucleari, schierate e non schierate, possiedono una potenza tale da poter annientare l’umanità centinaia di volte.
Guardiamo i numeri più da vicino. Secondo stime attendibili relative al 2025, la spesa militare negli Stati Uniti è stata di 921 miliardi, a fronte di un Pil pari a 30.620 miliardi di dollari. La spesa militare negli Usa è stata dunque pari al 3.1% del Pil. Gli altri Paesi Nato, con un Pil complessivo di 26.380 miliardi, hanno speso in armi e sicurezza 574 miliardi (2,18% del Pil). Sempre lo scorso anno la Russia con un Pil di 2.540 miliardi ,ha speso 187 miliardi in armi (7,4%), mentre la Cina, con un PIL di 19.398 miliardi, ne ha spesi in armamenti 314 (1,62%). Quel 7,4 per cento della Russia la dice lunga sugli intenti bellici del Paese governato da Vladimir Putin.
Ma a livello mondiale l’aumento delle spese militari è stato di ben il 9,4% rispetto all’anno precedente, raggiungendo la cifra record di 2.718 miliardi di dollari, equivalente al 2,5% del PIL mondiale,
Tutto questo è stato ricordato da Papa Leone XIV nel suo forte appello per il disarmo e la pace. «Oggi alle nuove sfide pare si voglia rispondere, oltre che con l’enorme sforzo economico per il riarmo, con un riallineamento delle politiche educative: invece di una cultura della memoria, che custodisca le consapevolezze maturate nel Novecento e non ne dimentichi i milioni di vittime, si promuovono campagne di comunicazione e programmi educativi, in scuole e università, così come nei media, che diffondono la percezione di minacce e trasmettono una nozione meramente armata di difesa e di sicurezza».





Lascia un commento