
E’ entrata nel vivo la campagna elettorale in vista delle elezioni ungheresi del prossimo 12 aprile. Il Paese si reca alle urne tra meno di un mese, in un voto che viene ampiamente considerato come il più incerto dalla presa del potere di Orbán nel 2010. Grandi folle in piazza a Budapest ieri, domenica 15 marzo, quando i due candidati, il primo ministro in carica Viktor Orbàn e lo sfidante Péter Magyar, hanno celebrato il Giorno della Memoria della Rivoluzione.
Dopo aver definito il suo avversario un uomo al servizio di Bruxelles e di Kiev, Orbàn ha dichiarato che le prossime elezioni parlamentari rappresentano una scelta tra la pace e la guerra, proponendo il suo governo come garante della stabilità. Magyar, che è il leader leader del partito di opposizione Tisza, ha contrattaccato, definendo il premier un traditore, che ha reso l’Ungheria il Paese più povero dell’Ue. Al momento nei sondaggi Tisza registrerebbe un lieve vantaggio rispetto al partito di governo Fidesz.
Fra i principali argomenti al centro della disputa c’è l’Ucraina e la posizione assunta dall’UE riguardo al conflitto. Orbán accusa infatti Bruxelles di aver interferito nella campagna elettorale, sostenendo che Kiev si sia schierata con l’opposizione e l’Unione europea, nel tentativo di destituirlo. Va ricordato che Budapest e Kiev sono impegnate in un’aspra disputa sulla chiusura dell’oleodotto Druzhba che trasporta il petrolio russo a prezzo scontato in Ungheria attraverso l’Ucraina. Fino a quando non sarà ripristinato l’oleodotto, Orban ha bloccato il pacchetto di prestiti Ue all’Ucraina per un valore di 50 miliardi di euro.
La disputa ha assunto anche una dimensione personale, con scambi di battute tra Orbán e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
La scorsa settimana, Zelensky ha detto che avrebbe permesso alle sue truppe di telefonare a un leader europeo che stava bloccando gli aiuti dell’Ue all’Ucraina, una dichiarazione che il governo ungherese ha condannato come una minaccia diretta a Orbán. «Non avete abbastanza problemi sul fronte orientale? Perché ci avete attaccato? Siamo un popolo che ama la pace, dateci il nostro petrolio e poi andate a Bruxelles con i vostri furgoni a chiedere i soldi agli occidentali», ha detto Orbán, in riferimento al sequestro di due veicoli ucraini per il trasporto di denaro vicino a Budapest due settimane fa.
L’Ungheria infatti ha perquisito due veicoli ucraini della Oschadbank e ha confiscato 40 milioni di dollari, 35 milioni di euro e 9 kg di oro nell’ambito di un’indagine sul riciclaggio di denaro. L’Ucraina ha dichiarato che il trasporto era legale e ha accusato l’Ungheria di terrorismo di Stato. L’incidente ha scatenato una disputa diplomatica tra i due Paesi.





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