
Nei giorni scorsi decine di deputati democratici al Congresso americano hanno chiesto la rimozione del presidente Donald Trump dall’incarico, dopo che il presidente aaveva minacciato di annientare un’intera civiltà in Iran.
Forte tensione, dunque, a Capitol Hill. Sono stati infatti oltre 70 legislatori, tra cui alcuni senatori, ad affermare in post separati sui social media che il gabinetto di Trump dovrebbe invocare il 25° emendamento della Costituzione e dichiararlo inadatto a ricoprire la carica, che il Congresso dovrebbe metterlo sotto accusa e condannarlo, o entrambe le cose.
Tra i primi, su X, il senatore del Massachussets Ed Markey. «La Camera e il Senato – ha scritto – devono tornare in sessione. La Camera deve approvare gli articoli di impeachment, e poi il Senato deve votare per condannare e rimuovere il Presidente. Oppure, il gabinetto e il Vicepresidente, con il consenso del Congresso, devono invocare il 25° emendamento e rimuovere Trump».
«Dobbiamo invocare il 25° emendamento e rimuovere Trump – ha incalzato il deputato californiano Ro Khanna, aggiungendo che «minacciare crimini di guerra è una palese violazione della nostra Costituzione e delle Convenzioni di Ginevra». Intervistato poche ore dopo, Khanna ha poi ribadito: «Dobbiamo usare tutte le opzioni per rimuovere Trump».

Il senatore del Connecticut Chris Murphy (nella foto in alto), esponente socialdemocratico, ha dichiarato che concorda con le richieste di invocare il 25° emendamento, aggiungendo: «Nessun presidente sano di mente prometterebbe pubblicamente di sterminare un’intera civiltà».
Murphy rappresenta al Congresso il gruppo della New Democratic Coalition, costituito da parlamentari d’ispirazione socialdemocratica, liberale e centrista. La loro linea è quella di favorire le imprese, con un approccio moderato in materia fiscale.





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