
La controversa posizione politica di Robert Fico, il leader politico slovacco che si proclama socialdemocratico, arriva in questi giorni ad un nuovo punto di rottura con l’Europa.
Il primo ministro slovacco Fico ha infatti confermato che sarà a Mosca il 9 maggio per le celebrazioni del Giorno della Vittoria, dove incontrerà ancora una volta il presidente russo Vladimir Putin. Lo ha annunciato lo stesso Fico a margine del vertice armeno di Yerevan. In tale occasione Fico ha avuto anche un incontro diretto con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, interpretato da più parti come un tentativo di distensione nei rapporti fra i due Paesi, dopo che la Slovacchia aveva ribadito in Europa la sua posizione contraria a nuovi prestiti UE all’Ucraina. Il premier ha ribadito anzi che la Slovacchia non parteciperà a ulteriori finanziamenti europei per Kiev, dopo aver già rifiutato di supportare un pacchetto da 90 miliardi di euro.
Fico sarà tra i pochi leader stranieri presenti alla parata sulla Piazza Rossa, con lui solo il presidente bielorusso Alexander Lukashenko. Per il momento nessun altro capo di governo in carica ha confermato la propria presenza. Ma non è certo la prima volta che il premier slovacco si reca a Mosca. Ricordiamo non solo che era presente alla parata sulla Piazza Rossa dello scorso anno, ma soprattutto la pioggia di critiche in arrivo dall’Unione Europea per la sua visita ufficiale al Cremlino nel 2024, due anni dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina.
Sulla carta, il governo di coalizione guidato da Robert Fico è di ispirazione chiaramente socialdemocratica, a cominciare dal suo partito, “Direzione Socialdemocrazia(SMER)”, da Fico stesso fondato fin dal 1990 dopo lo scioglimento del Partito Comunista Slovacco. Ma nella coalizione di governo è alleato con HLAS-SD, altra formazione che si richiama ai valori della Social Democrazia, e con i nazionalisti di SNS.
I problemi sorgono sulle scelte politiche concrete, a cominciare proprio dall’autentica “guerra” politica ingaggiata con la Commissione Europea per il sostegno dell’UE all’Ucraina. Senza contare le critiche espresse da fino contro il piano europeo di distribuzione dei migranti nei 27 Paesi. «Finché sarò primo ministro – ha detto Fico – le quote obbligatorie non saranno implementate sul territorio slovacco». Anche perché, ha poi aggiunto, «migliaia di terroristi e combattenti dello Stato islamico stanno entrando in Europa come migranti». Va ricordato infine che a gennaio di quest’anno Fico si era recato in visita a Donald Trump nella sua residenza di Mar a Lago. Al termine dell’incontro si era detto “assai preoccupato” per “la demenza senile” del presidente USA. Quanto alle critiche per il suo ritorno quest’anno alla Parata russa, Fico ha raccontato di incontrare colleghi europei che lo rimproverano pubblicamente per i rapporti con Putin, ma che nei corridoi di Bruxelles poi gli chiedono sottovoce cosa gli ha detto.





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