A quattro mesi dal suo insediamento sulla poltrona del primo cittadino di New York, Zohran Mamdani continua ad essere alle prese con il divario delle mirabolanti promesse della campagna elettorale e la dura realtà dei conti pubblici. L’imbuto, che potrebbe diventare un incubo, riguarda il buco da 5,4 miliardi di dollari che gli economisti prevedono per il bilancio 2027.  A breve infatti il sindaco socialista dovrà presentare il suo primo bilancio esecutivo per il prossimo anno fiscale, che inizierà il 1° luglio, e stando alle prime indiscrezioni sui media americani, farà un primo, significativo un passo indietro. Riguarda uno dei provvedimenti più sbandierati in campagna elettorale: l’aumento delle tasse sugli immobili.

Voleva tassare i ricchi, A febbraio aveva minacciato un aumento di quasi il 10% della tassa sugli immobili, una misura che avrebbe potuto generare circa 3,7 miliardi di dollari di entrate. Ma appena ha messo piede in City Hall si è scontrato con i limiti politici e istituzionali della città.   Non solo la proposta stava suscitando forti malumori tra i newyorkesi, ma era stata bocciata senza appello da Julie Menin, speaker del New York City Council, senza il cui sostegno la proposta non sarebbe mai passata in consiglio comunale. Retromarcia: secondo fonti accreditate l’aumento della property tax verrà ufficialmente accantonata.  

Ma ci sono anche altri, significativi dietrofront. Un esempio: appena eletto il sindaco aveva sospeso gli sgomberi degli insediamenti informali di senzatetto, anche quando sono motivati dalla protezione dell’incolumità delle persone, come succede nei periodi di grande freddo, quando la città di New York organizzava il trasporto delle persone senzatetto dentro rifugi temporanei, anche contro la loro volontà. Ma la tempesta di neve a gennaio, in cui morirono decine di senzatetto,  gli ha fatto cambiare idea e così Mamdani ha deciso di riprendere gli sgomberi.

Altri sogni vagheggiati in campagna elettorale – come rendere gratuiti gli asili e le scuole per l’infanzia per i bambini fino ai cinque anni; bloccare per quattro anni i prezzi degli affitti calmierati; rendere gratuiti gli autobus – si stanno infrangendo, uno ad uno, con la realtà. Che mostra come si tratti di proposte molto costose, impossibili da attuare se non con il sostegno dello Stato di New York, finora non pervenuto.

Stiamo parlando della città con il bilancio più elevato degli Stati Uniti, oltre 120 miliardi di dollari. Mamdani ha detto di aver trovato un buco da circa 7 miliardi di dollari, colmato solo in parte con un contributo straordinario dello stato da 1,5 miliardi.

Allora ci prova col taglio delle spese. In un video diffuso sui social Mamdani ha detto per esempio che il comune potrebbe risparmiare 27 milioni di dollari riducendo le spese per la cancelleria, 9 milioni eliminando un contratto con la società di consulenza McKinsey, e così via. Ma anche la spending review avviata per sanare i conti, eliminando gli sprechi con un risparmio ipotizzato fino a 1,7 miliardi, ha aperto un acceso scontro, perfino tra i suoi sostenitori.  

Ad allarmare le agenzie di rating era stata soprattutto l’ipotesi, contenuta nella proposta preliminare di bilancio, di usare quasi 1 miliardo di dollari dai risparmi cittadini, fondi che dovrebbero essere destinati alle vere emergenze fiscali.

Ora tra le misure allo studio c’è una tassa sulle vendite in contanti di appartamenti di lusso dal valore superiore a 1 milione di dollari. Secondo alcune fonti di citate da Cbs News, l’imposta potrebbe generare circa 100 milioni di dollari l’anno e la sua approvazione sarebbe ancora in discussione nella legislatura statale. Decisamente poco, rispetto alle dimensioni del deficit.

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