
Un’osteria a pochi passi da Campo de’ Fiori. E, a tavola, quattro convitati d’eccezione: Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, seduti a tavola per accelerare sul programma del centrosinistra e lanciare la corsa verso le politiche. Manca, nell’inquadratura, Matteo Renzi. Mancano anche Benedetto Della Vedova e Riccardo Magi. Il quale racconta al Foglio: «Non essere invitato al pranzo non mi ferisce, io voglio sapere cosa vuole fare la coalizione sull’Europa, sull’Ucraina. Senza scorciatoie. Questi sono i veri temi su cui dobbiamo parlare e trovarci».
Renzi no – questa la versione ufficiale – perché è a Chicago, all’Obama Presidential Center, con altri trecento ex capi di stato. Lo spiega Davide Faraone: «Il problema non è che si siano visti senza di noi. L’importante è che ci sia la consapevolezza comune che si vince uniti. A noi tocca costruire una forte e credibile seconda gamba riformista».
E Renzi, dall’altra parte dell’oceano, non rinuncia a commentare. «Se qualcuno vorrà rompere, si assumerà la responsabilità di spiegarlo agli elettori». E poi, magari forse per rispondere a chi lo accusa di essere dietro le quinte del progetto Vannacci: «Non siamo in quella foto perché non facciamo parte di questo gruppo di sinistra-sinistra che ha un consenso importante nel Paese, ma pensiamo che sia giusto costruire un’alleanza programmatica».
I quattro, intanto, lanciano sui social il selfie del pranzo con tanto di didascalia: “Al lavoro. Per cambiare l’Italia. Segnatevi queste date: 8 e 15 luglio”. Sceglieranno due piazze per comunicare al Paese che l’alternativa c’è: una al Nord – per ora esclusa l’ipotesi Milano – e una al Sud, forse Napoli o Palermo. L’obiettivo è portare sul palco i leader e le battaglie in comune già fatte in Parlamento, ma anche qualche novità, mentre è ancora in gestazione il programma del campo progressista. «C’è già un percorso di condivisione di punti programmatici in questa legislatura – annuncia Giuseppe Conte riguardo ai due eventi di luglio – riassumeremo e valorizzeremo il percorso fatto e aggiungeremo anche qualcosa di nuovo».
Qualcuno in Avs parla di ‘gruppi di lavoro’ che sarebbero all’opera per affinare il programma, in primis i cavalli di battaglia: salario minimo, congedo paritario, riduzione del tempo del lavoro, ma anche un “pacchetto giovani”.
Resta il nodo delle primarie, ancora tutto da affrontare.





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