Per il quarto anno consecutivo, nel 2025 il Prodotto Interno Lordo del Mezzogiorno è cresciuto più del resto del Paese. Un dato assai significativo, questo, che segna una netta discontinuità rispetto al passato.

«Le stime Svimez – ha dichiarato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra – consolidano un percorso molto positivo: negli ultimi quattro anni il Mezzogiorno ha registrato una crescita del 9,5%, contro il 6,6% del Centro-Nord. Una performance che non trova precedenti negli ultimi decenni. Determinante è stato il ruolo degli investimenti pubblici, sostenuti in misura significativa dalle risorse del PNRR. Nel triennio 2022-2025 gli investimenti in opere pubbliche nel Mezzogiorno sono infatti quasi raddoppiati, con un incremento dell’88%».

Buoni i risultati anche sotto il profilo occupazionale. «Per il quinto anno consecutivo – prosegue Sbarra – nel 2025 il Mezzogiorno registra una crescita dell’occupazione superiore a quella del Centro-Nord. In questa dinamica emerge il contributo dell’occupazione femminile, che cresce a un ritmo quasi doppio rispetto a quella maschile. Positivi anche i segnali che arrivano dalla qualità del lavoro, con l’aumento dei contratti a tempo indeterminato e la contestuale riduzione di quelli a termine».

Il quadro delineato oggi da Svimez descrive dunque il Sud, un tempo eterno fanalino di coda, che oggi invece cresce nel PIL, negli investimenti e nell’occupazione, soprattutto quella femminile e stabile. «Questo – prosegue Sbarra – è il risultato di una scelta politica precisa da parte del Governo Meloni: investire sul Sud, accompagnandone crescita e sviluppo attraverso le risorse del PNRR per gli interventi pubblici e la ZES Unica per gli investimenti privati. Una strategia che il Governo intende rafforzare ulteriormente, come dimostra il miliardo di euro stanziato nel recente Decreto Lavoro per sostenere gli incentivi all’occupazione e favorire la creazione di lavoro stabile e di qualità».

«I dati Svimez – fa eco il segretario confederale Cisl Ignazio Ganga – mostrano con chiarezza il ruolo decisivo svolto dalle politiche pubbliche nel sostenere questa dinamica positiva. La crescita registrata negli ultimi anni è stata alimentata, infatti, dagli investimenti attivati dal PNRR, dall’espansione delle opere pubbliche e dalle politiche di sostegno alle imprese, che hanno contribuito ad arrestare processi di divergenza territoriale che per decenni hanno caratterizzato il Paese».

«Per queste ragioni, riteniamo che occorra rafforzare gli strumenti che stanno contribuendo alla crescita del Mezzogiorno, valorizzando il ruolo delle Regioni, delle autonomie locali e delle parti sociali nella programmazione e nell’attuazione delle politiche di sviluppo».

Nella stessa direzione va il governo. «Il rafforzamento delle dinamiche economiche e sociali del Mezzogiorno – conclude il sottosegretario Sbarra -non è soltanto un risultato positivo per il Sud: è una buona notizia per l’intera Italia, perché un Sud più forte significa un Paese più competitivo, più coeso e capace di crescere nel suo insieme».

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