L’hanno battezzata Spes Orientis Ets ed è l’associazione ispirata ai valori evangelici e ai principi della dottrina sociale della Chiesa, fondata con l’obiettivo di sostenere concretamente i Paesi del Mediterraneo, del Vicino e Medio Oriente. L’iniziativa è arrivata dal Vicariato Apostolico di Beirut dei Latini.

Spes Orientis, si legge in un comunicato della neonata associazione, si propone di offrire supporto e collaborazione ai Vicariati Apostolici e alle Diocesi dell’area, intervenendo in ambiti strategici come l’istruzione, la formazione e lo sviluppo sociale, economico e culturale. Tra le priorità operative figurano i programmi educativi e di sostegno scolastico, con una particolare attenzione alla formazione professionale dei giovani, considerata leva fondamentale per costruire prospettive di futuro in contesti spesso segnati da instabilità e difficoltà.

Negli scopi dichiarati uno sguardo privilegiato va al martoriato Libano. L’associazione, prosegue il comunicato, intende inoltre promuovere il dialogo ecumenico e interreligioso, favorendo la convivenza tra le diverse confessioni e contribuendo a rafforzare modelli di coesistenza pacifica, con uno sguardo privilegiato al Libano, indicato come laboratorio emblematico di convivenza.

Spes Orientis si propone infatti come segno concreto di speranza per il Libano e per i Paesi limitrofi, duramente provati da anni di guerre, tensioni e instabilità, puntando ad operare in rete con le realtà associative già presenti nei territori, per amplificare l’efficacia degli interventi.

L’operatività dell’associazione, presieduta da César Essayan, vicario Apostolico di Beirut dei Latini, prenderà ufficialmente avvio in autunno, una volta completato l’iter previsto dalla normativa vigente per gli enti del Terzo settore.

Ma la partecipazione della Chiesa al turbolento periodo storico in atto non si ferma qui. Solo pochi giorni fa a Milano è stato presentato dal presidente della CEI, cardinale Matteo Zuppi, il documento programmatico che detta le “Linee Guida in materia di investimenti etici e sostenibili”. Il documento aggiorna le indicazioni del 2020 offrendo criteri e orientamenti per una gestione delle risorse economiche coerente con la Dottrina sociale della Chiesa. Un aggiornamento reso necessario dai profondi cambiamenti che negli ultimi anni hanno interessato il mondo finanziario, tra la diffusione delle criptovalute, l’affermarsi dell’intelligenza artificiale, l’attenzione ai criteri ambientali, sociali e di governance, le istanze emerse dal Sinodo dei Vescovi e dal Cammino sinodale.

«Se la finanza è solo per la finanza e perde di vista quello che deve avere al centro, ovvero la persona, tutto ciò è pericoloso anche per la finanza stessa», ha detto il cardinale Zuppi, sintetizzando lo scopo del documento.

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