Secondo la ricerca pubblicata nei giorni scorsi da Henley & Partners, società globale di consulenza sulla migrazione per investimento specializzata in pianificazione della residenza e della cittadinanza, esiste un divario sempre più marcato in Europa fra le localizzazioni dei grandi patrimoni. Alcune delle maggiori economie del continente fanno sempre più fatica a trattenere i residenti più abbienti mentre, al contrario, si va imponendo un ristretto gruppo di Paesi in grado di affermare il proprio appeal sui capitali mobili a livello globale.

La novità di quest’anno è che l’Henley Private Wealth Migration Report 2026 non si limita a contare quanti milionari si spostano, ma classifica i Paesi in base a un “Wealth Mobility Competitiveness Score” su 100. Più il punteggio è alto, più un Paese è considerato attrattivo per la mobilità della ricchezza. Il valore tiene conto di fattori come il regime fiscale, lo stato di diritto, la qualità della vita e la stabilità politica.

Ma vediamo subito i risultati. Cipro guida la classifica europea con un punteggio di 73,5, seguita da Paesi Bassi (72,8), Portogallo (72,5) e Italia (72,3). La Svizzera ottiene 70,8 e la Grecia 70,5.

Più in dettaglio, il rapporto evidenzia che Italia, Grecia e Svizzera sono alcune delle destinazioni maggiormente attrattive per i migranti facoltosi. Guardiamo allora al nostro Paese. Secondo il rapporto, l’interesse per l’Italia, terza economia d’Europa, è trainato dal regime di flat tax per i nuovi residenti, da un quadro favorevole per l’imposta di successione e dall’accesso al mercato UE, con Milano che emerge sempre più come polo per la finanza e i family office.

Segue la Grecia (70,5), indicata nel rapporto come una delle principali mete anche perché facilitata – così come l’Italia –  dalla chiusura del programma di golden visa da parte della Spagna e il ritiro da parte del Portogallo del percorso legato agli investimenti immobiliari.

La Svizzera, con un punteggio di 70,8, per Henley continua ad attirare chi cerca stabilità e tutela del capitale, specie nell’attuale contesto di incertezza geopolitica.

Vediamo ora, sempre secondo il rapporto, le nazioni europee da cui i ricchi fuggono. Henley le definisce competitive, ma sotto pressione, sono: Germania (69,7), Norvegia (69,0), Regno Unito (68,3) e Francia (65,7).

Cominciamo col dire che le domande di espatrio provenienti da persone residenti nel Regno Unito sono aumentate del 15% tra il 2024 e il 2025. Sostanzialmente, spiega il rapporto, il Regno Unito è passato dal 20º mercato di origine per i nuovi clienti nel 2018, fino a collocarsi stabilmente tra i primi cinque. Quanto alle cause, sarebbero riconducibili, stando agli analisti, all’abolizione del regime fiscale dei non residenti domiciliati (non-dom), alle modifiche dell’imposta di successione, alla chiusura del visto per investitori Tier 1 e a un quadro fiscale complessivamente più incerto.

Abbastanza simili le dinamiche attribuite a Germania e Francia. Henley registra un aumento del 16% delle richieste di espatrio da parte di cittadini tedeschi tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, mentre la Francia è passata dall’essere tra le prime 40 nazionalità di provenienza nel 2024 a entrare nelle prime 15 nel 2026.

«Francia e Germania – spiega Guenther Dobrauz-Saldapenna, responsabile per l’Europa della società – non sono diventate poco attraenti, ma hanno perso terreno negli aspetti che pesano di più per la mobilità della ricchezza, mentre le destinazioni rivali hanno rafforzato le proprie offerte».

Se ci spostiamo al di fuori dell’Europa, gli Emirati Arabi Uniti hanno ottenuto uno dei punteggi più alti nello studio, 85,3, mantenendo il proprio richiamo nonostante le tensioni regionali. La maggior parte della domanda riflette un’esigenza di diversificazione, più che di fuga. Singapore guida la classifica specifica dei leader con 79,5 punti, seguita dalla Nuova Zelanda con 75,8. Gli Stati Uniti, infine, rappresentano quello che Henley definisce un paradosso. Pur essendo il principale motore mondiale di creazione di ricchezza, hanno ottenuto solo 62,3 punti e nel 2025 le domande presentate da cittadini statunitensi per trasferirsi in Europa sono raddoppiate.

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