
Non sono certo una novità le voci del dissenso in arrivo dai dem contro il presidente Donald Trump. Solo che finora a protestare erano stati commentatori di sponda politica avversaria, come Tucker Carlson o ex trumpiane come l’ex deputata Marjorie Taylor Greene, che accusavano il presidente di essere andato al rimorchio di Benjamin Netanyahu, trascurando la promessa di non impegnare più l’America in guerre “infinite”, lontane dai propri interessi. Ma ora, dopo le ultime bravate del tycoon, la situazione sta rapidamente cambiando: molte delle critiche vengono dai “falchi” anti Iran e dall’ala conservatrice vicina a Israele. Tanto per dire, l’opinionista di Fox News, Marc Thiessen, ha definito “un disastro” l’ipotesi di un fondo per la ricostruzione dell’Iran da 300 miliardi di dollari. Equivarrebbe all’avere garantito un Piano Marshall alla Germania mentre i nazisti erano ancora al potere, ha detto. «Spero davvero di avere capito o sentito male», ha rincarato la dose Mark Levin, altro volto di Fox News. La polveriera rischia di esplodere col testo del memorandum, diffuso dopo l’annuncio dell’accordo con l’Iran. Ed anche le dichiarazioni di Trump al G7 di Evian, tipo «la nuova leadership iraniana è fatta di persone molto razionali con le quali è piacevole trattare, perché non sono radicali», o «A Teheran c’è stato un cambio di regime», vengono lette più che altro come un modo per vendere l’accordo agli americani.
Gli stessi, sconsiderati attacchi di Trump alla premier italiana Giorgia Meloni – che ha ricevuto la solidarietà, fra gli altri, di Sanchez e Macron – vengono commentati negli Usa come l’ennesimo atto di un leader instabile.
Lo ha confermato al Corriere della Sera Mary Trump (nella foto), nipote del presidente, psicologa, ma certamente non neutrale, visto che è in causa con lui e non gli parla da tre anni. Fatto sta che per Mary l’attacco a Giorgia Meloni è rivelatore di patologie psicologiche non nuove. «Donald è un misogino. Non rispetta le donne, ha dei problemi con loro, in particolare con quelle forti». Il presidente, secondo lei, al G7 si è ritrovato spiazzato dopo la guerra in Iran ed ha visto Meloni allontanarsi proprio in quel frangente, pur essendo la premier «partner della NATO», ma contraria al conflitto e indisponibile a fornire assistenza a Washington. Da qui, sostiene la psicologa, la reazione tipica dello zio: «Ha fatto quello che ha sempre fatto: ha colpito l’alleata accusandola».
A suo dire, zio Donald è «un uomo profondamente insicuro», «la persona più debole che abbia mai incontrato». Di più: per Mary Trump il presidente americano «è sempre stato inadatto a ricoprire qualsiasi posizione di potere perché soffre di disturbi psichiatrici gravi e non diagnosticati», solo che «oggi è anche peggiorato, perché quando una patologia non viene curata, succede questo: peggiora».





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