
Se ne parla già da tempo, ma ora la minaccia sembra essersi fatta più concreta. Restiamo a Zar Putin, perché l’isola di Gotland sta vivendo una fase di militarizzazione senza precedenti per il timore, mai così acceso, di una possibile aggressione russa. Gotland, nel mar Baltico, poco più di 60mila anime, popolare meta di vacanze estive per gli svedesi, sta diventando infatti il simbolo della strategia difensiva del Nord Europa. Secondo il Guardian quest’isola, la maggiore dell’arcipelago svedese, sarebbe al centro di programmi di difesa e di deterrenza da parte del governo di Stoccolma, per fronteggiare il concreto pericolo che il territorio, cruciale per gli equilibri dell’intera regione, possa un giorno cadere nelle mani di Mosca.
«Se sei in grado di controllare Gotland puoi controllare l’intero Mar Baltico», ha spiegato al quotidiano britannico il colonnello Andreas Gustafsson, comandante dell’esercito svedese sull’isola. Se la Russia dovesse attaccare l’isola, sono pronti alla mobilitazione 4.500 soldati: «naturalmente, difenderemmo Gotland e faremmo tutto il possibile per impedire alla Russia di mettere piede sull’isola», ha aggiunto Gustafsson.
Localizzata a 275 km di distanza da Kaliningrad, exclave russa tra Lituania e Polonia, Gotland è oggi considerata dai vertici militari svedesi e della Nato un’area di fondamentale importanza. I piani di difesa della Svezia per il periodo 2025-2030 includono un attacco a sorpresa a Gotland, via mare o via cielo, tra i sette scenari critici che richiedono una pianificazione prioritaria. La prima preoccupazione riguarda le attività di spionaggio e azioni di sabotaggio da parte di Mosca. I vertici militari ritengono che le minacce sarebbero ancor più concrete in caso di un eventuale cessate il fuoco in Ucraina: la Russia potrebbe dislocare rapidamente le sue truppe verso i confini finlandesi e baltici.
La preparazione in termini difensivi a eventuali attacchi è in realtà partita tempo fa. Dopo aver estremamente ridotto la presenza militare sull’isola nei decenni scorsi, post-Guerra Fredda, la Svezia ha riattivato il reggimento militare P18 nel 2018, accelerandone il potenziamento dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Stoccolma ha poi, come strategia generale, aumentato la spesa per la difesa portandola al 2,8% del PIL nel 2026, con l’obiettivo di raggiungere il 3,1% entro il 2028. E ha esteso la leva obbligatoria.





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