Scomunicati sì, ma ricchi. Qualcuno, dopo la clamorosa rottura con la Chiesa di Roma, ha fatto i conti in tasca ai lefebvriani. Scoprendo che la Fraternità San Pio X, fondata nel 1970 dall’arcivescovo francese Marcel Lefebvre, è una struttura economicamente ben solida grazie a una rete di benefattori, donazioni e patrimoni ereditari. Cominciamo con le consistenti le entrate in Francia: secondo il bilancio certificato da KPMG relativo al 2023, la sede francese, i priorati e il seminario di Flavigny disponevano di:

  • 41 milioni di euro di immobilizzazioni nette;
  • 13 milioni di liquidità;
  • 8,65 milioni di euro in titoli finanziari;
  • un patrimonio netto superiore ai 51 milioni di euro.

L’attivo complessivo di bilancio raggiungeva 67,91 milioni di euro, comprendendo immobili, terreni, edifici religiosi, strumenti finanziari e beni ricevuti in eredità. Solo in Francia, nel 2023, i lasciti testamentari, fortemente incoraggiati dalla Fondazione, hanno generato circa 8 milioni di euro.

In Italia sono bonifici, bollettini postali, PayPal, donazioni fiscalmente detraibili e lasciti testamentari le modalità con cui si sostentano i lefebvriani, fino a poter finanziare i quattro priorati: Albano Laziale, Montalenghe, Rimini e Silea, oltre a 23 cappelle, tre centri per esercizi spirituali e sette scuole e iniziative educative presenti sul territorio nazionale. Sostanzioso anche il ricavato dal 5 per mille, dal momento che la Fondazione Fraternità San Pio X ets risulta iscritta al Registro unico nazionale del Terzo settore. Nel 2024 la fondazione ha raccolto dal 5 x mille circa 41.931 euro, in crescita rispetto all’anno precedente.

 Anche nel Regno Unito il peso delle eredità è rilevante. La Society of St Pius X, registrata come ente benefico in Inghilterra e Galles, nel 2024 ha dichiarato entrate pari a 1,89 milioni di sterline e spese per poco più di 2 milioni.

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