Potrà candidarsi alle elezioni presidenziali 2027, ma durante tutta la campagna elettorale dovrà portare il braccialetto elettronico. La Corte d’appello di Parigi ha confermato la colpevolezza di Marine Le Pen nel processo sulla distrazione di fondi pubblici europei, ma ha ridotto la pena accessoria dell’ineleggibilità: non più cinque anni, come stabilito in primo grado, ma 45 mesi, di cui 30 sospesi. La parte effettiva diventa quindi di 15 mesi. Quindi, poiché l’ineleggibilità decorreva dalla sentenza del 31 marzo 2025, risulta ormai sostanzialmente scontata. In sostanza, la leader del Rassemblement National può tornare, almeno in teoria, nella corsa per l’Eliseo.

Confermata dalla Corte d’appello a condanna per l’uso improprio di fondi del Parlamento europeo destinati agli assistenti parlamentari. Le somme sarebbero state utilizzate tra il 2004 e il 2016 per pagare personale che lavorava in realtà per il partito in Francia, e non per l’attività parlamentare europea. La condanna di primo grado riguardava un sistema di distrazione di fondi europei per oltre 4 milioni di euro. Le Pen ha sempre negato ogni responsabilità e ha presentato appello contro la condanna di marzo 2025.  Prima della sentenza aveva inoltre dichiarato che mai e poi mai avrebbe fatto campagna elettorale col braccialetto elettronico. Vedremo se ora ci ripenserà. Perché della nuova pena – tre anni – ne ha già scontati due e quello residuo sarà in detenzione domiciliare con sorveglianza elettronica, cioè con il braccialetto elettronico. Dunque, in caso di candidatura all’Eliseo, Le Pen potrà correre come presidente, ma con restrizioni alla propria libertà di movimento proprio durante la campagna elettorale.

Di sicuro, comunque, le elezioni presidenziali sono fissate per il 18 aprile 2027, con eventuale secondo turno il 2 maggio. In Rassemblement national circola già l’ipotesi di una richiesta di adattamento o riduzione della pena. Ma tutto dipenderà dal percorso giudiziario. Se dovesse rinunciare, il nome più probabile per il Rassemblement national sarebbe Jordan Bardella, presidente del partito e suo erede politico designato. Ma a pesare è anche un’altro fattore: Emmanuel Macron non può candidarsi a un terzo mandato consecutivo: La presidenziale del 2027 sarà quindi una competizione aperta, senza il presidente uscente sulla scheda.

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