E’ un antico mantra di Giulio Tremonti, che l’aveva rilanciato ancora qualche sera fa in TV: gli Eurobond sono l’unico modo per finanziare le spese militari dei Paesi europei, ferma restando la necessità di un esercito comune. Tremonti è stato uno dei primi e più accesi sostenitori di questo strumento, avendo avanzato la proposta di emettere Eurobond già nel 2003, durante il semestre di presidenza italiano, inizialmente per finanziare infrastrutture e la difesa comune europea.

Oggi finalmente qualcuno sembra aver ascoltato le raccomandazioni del celebre economista. La Spagna infatti si è presentata all’Eurogruppo con la proposta di prevedere l’emissione di bond europei fino a 850 milioni l’anno, creando di fatto una sorta di “asset sicuro”. Un titolo comune che, secondo Madrid, rafforzerebbe il ruolo internazionale dell’euro, ridurrebbe i costi di finanziamento e favorirebbe l’integrazione dei mercati dei capitali senza aumentare il debito pubblico complessivo dell’Ue. 

«Ciò che proponiamo – ha spiegato il vicepremier spagnolo con delega all’Economia, Carlos Cuerpo – è una maggiore efficienza al momento di emettere debito. Abbiamo calcolato che l’incremento di emissione congiunta che consentirà la nostra proposta, consentirà un risparmio di 25 miliardi nell’insieme dell’Unione». Per Madrid quella dei bond comuni sarebbe un’iniziativa che darebbe una spinta agli investimenti, permettendo ai Paesi di dirottare risorse sulle priorità nazionali.

Tra chi sostiene la Spagna c’è l’Italia, con il ministro Giancarlo Giorgetti. «Vediamo positivamente la proposta -. Affermano fonti interne del MEF –  pur nella difficoltà di proposte di questo genere nell’ambito dell’Ecofin e nell’ambito europeo». Il parere di Roma non è entrato nei dettagli, così come quello della Francia che, a quanto si apprende, si è detta a sua volta prudenzialmente favorevole all’iniziativa. A favore anche il Portogallo. Contrari ovviamente i cosiddetti “frugali”, che alle spese della difesa hanno già pensato da tempo appostando grosse risorse, spesso sottratte al welfare e ai beni primari per i cittadini.

Va ricordato inoltre che, mentre nel corso degli anni l’ex ministro Tremonti aveva continuato a ribadire che l’emissione di debito comune europeo per grandi opere o per superare le crisi è l’unica “strada maestra” per evitare la frammentazione dell’UE e proteggere gli Stati membri dalle speculazioni finanziarie, recentemente l’Unione Europea ha iniziato a muoversi verso l’emissione di Eurobond mirati, come nel caso dei fondi destinati al supporto e alla ricostruzione.  

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