E’ il primo, ma difficilmente sarà l’ultimo. Dopo l’ondata mediatico-giudiziaria che ha investito Report per il caso Ranucci-Lavitola, l’ambasciatore Paolo Zampolli ha deciso di chiedere un cospicuo risarcimento danni alla Rai.

Tra aprile e maggio scorsi Zampolli, massimo fiduciario di Donald Trump in Italia, era stato il principale bersaglio delle “inchieste” di da Report. Il programma di Ranucci lo accusava di aver tramato con Melania Trump, di aver avuto qualcosa a che fare con Epstein, perfino di aver fatto dei torti alla ex moglie. Il tutto sulla base di testimonianze definite di dubbia attendibilità, senza eseguire – questa l’accusa di Zampolli – le necessarie verifiche.

«Ho dato mandato al mio avvocato Maurizio Miculan – fa sapere l’ambasciatore in un’intervista al Giornale – di chiudere la procedura di mediazione che si terrà all’udienza di martedì e di diffidare la Rai a far rimuovere immediatamente tutti i video e i post che mi riguardano». Si tratta dunque si un’azione civile, con un risarcimento danni ipotizzato alle stelle. Ma non basterà rimuovere i contenuti. «Ho dato mandato anche di procedere immediatamente con la richiesta di un risarcimento di 15 milioni di euro. Lo chiederò anche negli Stati Uniti per i gravissimi danni reputazionali che ho ricevuto in America da Report», aggiunge Zampolli.

Si ipotizzano poi i motivi di questi attacchi. «La verità sta emergendo, sono contento per questo. E sono arrabbiatissimo per quello che hanno fatto quelli di Report. Leggo in questi giorni sulla stampa italiana conferma di ciò che ho da sempre sostenuto, cioè che gli attacchi nei miei confronti di Report avevano natura politica. Si è voluto colpire me, immagino, per colpire il mio presidente Trump anche attraverso calunnie contro la first lady Melania».

Insomma, un’operazione anti americana in piena regola. «Sì, per danneggiare i rapporti anche economici tra Italia e Stati Uniti. E poi si voleva anche indebolire il governo Meloni e soprattutto danneggiare le relazioni che il governo Meloni aveva con l’amministrazione americana».

Il tutto sarebbe poi andato a beneficio del “candidato” in pectore del Campo largo Sigfrido Ranucci, ovviamente. «Pare che siano stati fatti dei sondaggi per verificare i possibili risultati di una discesa in campo politica di Ranucci. Quindi Report lì puntava: a Palazzo Chigi», è la perentoria conclusione di Paolo Zampolli.

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