Secondo fonti locali non ufficiali, il premier argentino Javier Milei starebbe elaborando una proposta a dir poco rivoluzionaria: se lo Stato entra in deficit e non lo corregge, i primi a smettere di percepire lo stipendio sono i politici. In tal caso zero stipendio per il Presidente, il Vicepresidente, i ministri, i deputati, i senatori. Sì, stipendio a zero finché non si equilibrano i conti. Verrebbero inoltre congelate tutte le spese non essenziali dello Stato. Una rivoluzione a dir poco copernicana, se andasse in porto, che nessun politico al mondo ha mai avuto il coraggio – o meglio, l’interesse – di ipotizzare. Per la prima volta, se la politica non fa i compiti, a pagare è la politica. Non i cittadini.

E che Milei con i con ti pubblici ci sappia fare, lo dimostrano i dati. Il suo governo, insediatosi due anni fa, ha già tagliato pesantemente la spesa pubblica e pareggiato il bilancio. Il Pil, dopo l’iniziale recessione nella prima metà del 2024, è rimbalzato nella seconda metà.

Stop and go: nel 2025 il Pil è cresciuto poco, dando segnali di ripresa solo a dicembre. Tuttavia, nei successivi due anni la svalutazione nominale è stata inferiore rispetto al tasso d’inflazione, riportando velocemente il peso verso i massimi.

Resta il peso – quello vero – di una proposta a favore dei cittadini che nessuno aveva mai messo in campo.

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