Macchine della verità in dotazione agli agenti di frontiera da usare per interrogare le persone migranti.  Secondo l’europarlamentare Raquel García Hermida-Van Der Walle, l’istituto di ricerca olandese TNO e l’azienda tecnologica Vicarvision hanno sviluppato un “rilevatore di bugie” che potrebbe aiutare le guardie di frontiera a stabilire se una persona sta dicendo la verità. Si tratterebbe di «uno strumento basato sull’intelligenza artificiale, finanziato nell’ambito di Horizon Europe, individua segnali non verbali nelle persone interrogate, come ad esempio se la persona sottoposta al controllo sbatte le palpebre, fa movimenti con le mani, si sporge in avanti o indietro e come ride».

Un attacco in piena regola all’utilizzo dei fondi europei. Ma così risponde il commissario per l’Immigrazione, Magnus Brunner. «Investire nella ricerca europea sulla sicurezza civile – premette il commissario – aiuta le autorità europee a disporre di tecnologie UE efficaci, affidabili e conformi per proteggere l’UE e i suoi cittadini». Poi precisa: «la ricerca finanziata dall’UE ha permesso una migliore comprensione dei limiti e dell’affidabilità delle tecnologie in questione e di trarre conclusioni politiche».

Di sicuro – come dimostra ampiamente il caso Ceuta – l’identificazione di migliaia di persone che arrivano senza documenti resta uno dei nodi principali. «Sebbene la Commissione non abbia finanziato e non stia finanziando progetti specificamente volti allo sviluppo di ‘macchine della verità’ da utilizzare nei controlli alle frontiere – spiega ancora Brunner – i fondi UE vengono utilizzati per sostenere la ricerca affinché le autorità degli Stati membri possano attuare in modo efficace ed efficiente gli obblighi previsti, tra l’altro, dal Codice delle frontiere Schengen». In pratica quindi, se la macchina della verità permette di attuare il Codice Schengen, allora è la benvenuta.

Published by

Lascia un commento

Scopri di più da L'UMANITA' - Organo del Partito Socialdemocratico Italiano

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere