
Non sono solo Ceuta e Melilla le basi d’appoggio per le migrazioni di massa dall’Africa all’Europa. Da anni fra Marocco e Spagna va avanti la contesa per altri isolotti ed arcipelaghi, divenuti anche questi ponti di sbarco per raggiungere il vecchio continente. La notizia, peraltro, fa capire quali fossero le reali intenzioni delle autorità marocchine quando hanno consentito, senza muovere un dito, l’assalto di oltre 50mila persone nell’exclave di Ceuta.
Ma vediamo più da vicino quali sono queste “basi”, definite “plazas de soberania” e, almeno apparentemente, sottoposte a stretta vigilanza.
L’isolotto più vicino a Tangeri, Perejil, è disabitato e dista meno di 2 km dalla città marocchina di Belyounech. La seconda è Ceuta poi, procedendo nella stessa direzione, si incontra Vélez de la Gomera, penisola rocciosa che dipende a livello amministrativo da Melilla. Si arriva quindi all’isolotto di Alhucemas, a circa 300 metri dalla costa, governato direttamente da Madrid. Non è finita perché altro avamposto europeo in terra d’Africa sono le isole Zaffarine, piccolo arcipelago formato da tre isolotti a quattro chilometri dalla costa marocchina. Infine, al largo di Melilla, si trova l’isola di Alboràn, che dista circa 50 km dalle coste del Marocco e 90 a sud della provincia di Almeria, in Spagna.
Ed è in un contesto geografico così a rischio che Pedro Sánchez ha deciso di rispondere ai controlli italiani ripristinando quelli sugli arrivi dall’Italia. «Voleva probabilmente mostrare i muscoli a Roma – commenta su X l’economista Antonio M. Rinaldi – ma per ottenere qualche titolo sui giornali e qualche ora di visibilità politica, il premier spagnolo ha trasformato milioni di turisti italiani in uno strumento della sua ritorsione, mettendo a rischio interessi economici che sono innanzitutto quelli della Spagna».
Sul punto, Rinaldi mostra le statistiche ufficiali. Secondo l’INE spagnolo, nel 2025 ben 5,681 milioni di turisti italiani hanno scelto la Spagna. Non si tratta di un episodio occasionale: è un flusso strutturale e crescente. Erano circa 4,9 milioni nel 2023, sono saliti a 5,4 milioni nel 2024 e hanno sfiorato 5,7 milioni nel 2025». E «i dati della Banca d’Italia indicano circa 4,1 milioni di viaggiatori spagnoli pernottanti in Italia nel 2023, 4,6 milioni nel 2024 e 4,9 milioni nel 2025». Conclusione: «anche utilizzando grandezze omogenee, il flusso turistico dall’Italia verso la Spagna rimane superiore a quello dalla Spagna verso l’Italia».
Il che conferma quanto sia autolesionista la “ritorsione” di Sanchez.





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