Le immagini le vediamo ogni sera: l’inviata di Mediaset ci mostra gli accampamenti di paglia, ferro e cartone allestiti alla meno peggio sulla spiaggia di Ceuta da migliaia di migranti, affamati, disperati, pronti a tutto. Nessun dubbio, allora, su quanto affermato ieri dal ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, davanti al Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol e di controllo e vigilanza in materia di immigrazione.

«Nell’avamposto spagnolo di Ceuta, dove sono arrivati 72 mila cittadini di Paesi terzi – ha detto Piantedosi – ci sono ancora 6 mila persone e 1.300 minori che non possono essere rimpatriati. Ma c’è, soprattutto, un rischio terrorismo». Perché alcune aree del Marocco «sono storicamente oggetto di reclutamento e radicalizzazione da parte jihadista». Si tratta di questioni che attengono esclusivamente alla sicurezza, secondo il Viminale, che respinge le accuse di strumentalizzazione arrivate dalle opposizioni: «Nessuna battaglia ideologica contro Sánchez», perché «ogni ingresso irregolare è una vulnerabilità per tutta l’Europa». Per Piantedosi, il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne con il Regno di Spagna è in conformità con quanto previsto dal regolamento (Ue) 2016/399, cosiddetto Codice Frontiere Schengen».

Tira dritto per la sua strada, il governo guidato da Giorgia Meloni, che non arretra di un millimetro sulla sospensione di Schengen per difendere i confini nazionali. Durante i controlli effettuati in Italia si contano 21 persone respinte, di cui 6 di origine marocchina e tre arresti

Intanto Madrid fa sapere che sono stati controllati oltre 3 mila viaggiatori dall’Italia, come effetto di quella che la Farnesina nei giorni scorsi ha definito una “ritorsione”. Ma di sicuro, stando alle notizie filtrate dall’intelligence sulla nuova ondata di migranti prevista nelle ore di Ferragosto, «la sospensione di Schengen – ha aggiunto il ministro – non sarà rivista prima del 15 agosto e comunque solo dopo che saranno completamente esclusi rischi di sicurezza per l’Itali». Non è dunque una scelta politica contro «un paese fratello», ma una decisione dovuta «a potenziali infiltrazioni terroristiche».

 E poi c’è la spinosa questione dei cosiddetti “dublinanti”. «Con Germania e Francia abbiamo azzerato le quote dei cosiddetti ‘dublinanti’ fino all’entrata in vigore del patto Ue Migrazione e Asilo, il 12 giugno», fa sapere il ministro. E aggiunge: «Ho fatto già presente all’omologo tedesco che non accetteremo casi di cui hanno parlato le cronache, precedenti a quella data. E che in ogni caso, a partire da quella data, faremo una compensazione con le migliaia di migranti che vengono portati sulle nostre coste da navi di Ong tedesche: sono 2.200 dall’inizio dell’anno e più di 500 solo dal 12 giugno. Abbiamo accettato che la responsabilità dei paesi di primo ingresso non fosse cancellata – ha ricordato Piantedosi – ma confidiamo che i casi di possibili ‘dublinanti’ siano sempre di meno, lavorando perché arrivino sempre meno irregolari in Italia e in Europa».

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