
I politici nostrani sono in vacanza, come documentano i media con ampi reportage fotografici dai luoghi di villeggiatura. Beati loro, vien da dire, pensando agli oltre 6 milioni di italiani che non si sono potuti concedere nemmeno un giorno da vacanza per la crisi economica in atto. Ma già si guarda alle prossime scadenze. Le sedute delle Aule di Montecitorio e Palazzo Madama riprenderanno da mercoledì 9 settembre, comprese le riunioni delle diverse commissioni.
Il primo tema che vedrà impegnato il governo è la legge elettorale. Dopo lo sprint impresso all’inizio di agosto, gli emendamenti devono essere presentati in commissione entro il primo settembre. L’esame dell’aula di Palazzo Madama dovrebbe iniziare il 9 settembre, voto finale entro il 15 dello stesso mese. L’obiettivo dell’esecutivo è di arrivare alla terza lettura alla Camera entro fine settembre.
I nodi da sciogliere, però, restano tanti. Quello principale, tutto interno alla maggioranza, resta la questione delle preferenze. E non è detto che l’intesa di massima raggiunta a inizio agosto possa essere tradotta in un emendamento unitario. Tanto che, dopo il voto in Senato, l’esecutivo starebbe pensando di ricorrere alla fiducia nell’ultimo passaggio a Montecitorio, soprattutto per evitare le insidie del voto a scrutinio segreto.
Altro tema caldo che le Camere dovranno affrontare riguarda la governance della RAI, specie dopo gli scandali del caso Lavitola-Ranucci. Ma in ballo ci sono altre due questioni. La prima è il recepimento del Media freedom act, il regolamento dell’Unione europea entrato pienamente in vigore l’8 agosto 2025 per tutelare la libertà di stampa, il pluralismo dell’informazione e l’indipendenza dei media pubblici e privati da ingerenze politiche ed economiche in tutti i paesi membri. Si attende anche lo sblocco dei nuovi nomi per la Commissione di Vigilanza RAI e la nomina del presidente, ancora molto divisiva.
Numerosi anche i decreti che attendono di essere convertiti in legge fin di primi giorni di settembre. Fra questi, le norme sui carburanti, l’ex Ilva e il decreto Campi flegrei.
Occhi puntati anche sul ddl sicurezza e sul cosiddetto “Coltiva Italia”, licenziato da Montecitorio e passato al Senato, dove attende l’approvazione la delega al governo in materia di energia nucleare sostenibile.





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