
Con 165 voti a favore e 80 contrari, nella serata del 5 agosto la Camera ha approvato il decreto giustizia-migranti. Nei 18 articoli di cui si compone il provvedimento vengono introdotte fra l’altro nuove norme sulla giustizia e sulla professione forense. Il decreto converte inoltre le direttive del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, con norme sugli accertamenti per gli stranieri fermati alle frontiere o soccorsi in mare, prevedendo controlli sanitari e fermo amministrativo.
Una delle novità riguarda l’esame di Stato per gli avvocati: con lo scopo di ridurre i tempi dei concorsi, l’esame si svolgerà ogni anno in un’unica sessione, portando a due le prove scritte (oggi sono tre) e una orale. Intervenendo poi sulle carenze di organico e i conseguenti rallentamenti, il decreto allunga fino al 31 dicembre 2026 l’incarico dei magistrati giudicanti nello stesso ufficio. Potenziate anche le competenze e l’organizzazione dei giudici di pace, ma l’attuazione risulta rinviata: dal 31 ottobre 2026 al 31 ottobre 2027. Tra le novità differite rientrano le controversie relative a beni mobili fino a 30.000 euro, il risarcimento dei danni da circolazione di veicoli e natanti fino a 50.000 euro e specifiche controversie condominiali e relative a beni immobili individuate dalla riforma.
Il dossier collega il rinvio alle scoperture della magistratura onoraria e alla necessità di completare le piante organiche.Lo stanziamento di 6,5 milioni di euro per il 2026 (più 30 milioni ogni anno dal 2027 al 2034), servirà inoltre a favorire la necessaria digitalizzazione dell’amministrazione della giustizia.
Novità anche nelle norme sui migranti che arrivano in Italia. Ad esempio cambia la disciplina sui documenti rilasciati a chi chiede la protezione internazionale, mentre si rafforza quella sulla dichiarazione del proprio domicilio o residenza, che dovrà essere tutt’uno con la registrazione della domanda. Diventano obbligatorie, poi, le procedure di asilo alla frontiera, da concludere entro un termine massimo. Vengono infine ampliate le strutture per il trattenimento, comprese quelle nelle zone di frontiera.





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