
In una lettera inviata al presidente del PSE Stefan Löfven, gli eurodeputati Peppe Provenzano, italiano del gruppo S&D,e Javi López, spagnolo dello stesso gruppo, accusano la premier danese Mette Frederiksen (foto), di praticare una “solidarietà selettiva”. Sarebbe «particolarmente grave», a detta dei due esponenti socialisti, che un governo appartenente alla stessa famiglia politica abbia scelto di schierarsi con la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, proprio nei giorni in cui la Spagna affrontava ‘emergenza Ceuta.
Nel mirino di Provenzano e Lòpez, che sposano in pieno la posizione di Madrid, c’è anche la sospensione di Schengen attuata dall’Italia. Entrambi sostengono che Ceuta abbia uno status particolare e che non esista una libera circolazione dall’exclave spagnola in terra marocchina verso il resto dell’Unione, tale da giustificare una simile misura. Ma, soprattutto, i due esponenti di S&D accusano Frederiksen di aver progressivamente adottato una lettura della migrazione vicina a quella della destra radicale, presentando gli arrivi irregolari come un’emergenza permanente. Per loro, quindi, la questione non è soltanto quale politica adottare sulla migrazione, ma quale debba essere la risposta di un partito socialista davanti a una crisi che coinvolge direttamente uno Stato membro.
Nemmeno un passo indietro, a fronte di questo documento, è arrivato però da Copenaghen. Anzi, il portavoce del partito Rasmus Stoklund ha ribadito che la linea dei socialdemocratici danesi sulla migrazione rimane invariata: frontiere esterne dell’Ue più robuste, maggiore controllo dei flussi e centri per i rimpatri al di fuori dell’Europa.
Ad infastidire il gruppo S&D è stato il fatto che nel pieno della crisi Ceuta, Frederiksen abbia firmato, insieme a Meloni e ad altri 20 leader europei, una lettera indirizzata ai vertici dell’Ue nella quale si chiedeva una risposta comune più incisiva alla pressione migratoria e il rafforzamento delle frontiere esterne. La posizione danese è diventata ancora più evidente il 10 agosto, quando Frederiksen e Meloni hanno diffuso una dichiarazione congiunta contro i “flussi incontrollati”, sostenendo una politica migratoria più rigorosa e accelerando il progetto di centri per i rimpatri in Paesi terzi.





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