
Niente beghe interne, stop alle divisioni. Intervenuto a Pinzolo, vicino Trento, Matteo Salvini sgombra il campo dalle polemiche e invita tutti al lavorare, pancia a terra, per dare risposte agli italiani. In ogni caso, si dice pronto a «condividere le responsabilità con tutti e a rafforzare la squadra, coinvolgendo governatori, ministri e sindaci». «Il nemico – dice non è dentro il Carroccio ma sono Schlein, Conte e Silvia Salis, che fa momentaneamente e controvoglia la sindaca di Genova». Per carità, aggiunge, «Dio ci conservi gli attuali leader della sinistra»… E, a proposito di sinistra, finché c’è la Lega, assicura, «non ci sarà nessuna patrimoniale», né altre tasse sulla casa: «Dovranno passare sul mio corpo». Anzi, rilancia l’idea di tassare le banche. «Le prime due banche italiane negli ultimi tre anni hanno fatto utili per 54 miliardi di euro. Se guadagnano due miliardi in meno non muore nessuno e non licenziano nessuno, considerando che parte di questi utili li hanno fatti chiudendo gli sportelli. I soldi si chiedono dove ci sono».
Tutto benissimo. Solo che l’effetto Vannacci continua ad avanzare. Oggi il quotidiano La Verità pubblica alcune proposte di Futuro Nazionale, che potrebbero far guadagnare punti al partito: esenzioni fiscali shock per la famiglia, mutui che calano ad ogni nuovo nato, reddito di genitorialità. Ipotesi tutte di buon senso, anche se Vannacci non spiega dove trovare le coperture finanziarie. Forse anche per questo, il leader della Lega non chiude le porte al generale “traditore”. «Deve decidere da che parte stare, non sono permaloso, ma chiedo chiarezza e coerenza». E comunque, «sono convinto che possiamo rivincere le politiche con questa formazione».
Ma le priorità, per Salvini, restano altre. Il tema da affrontare per «i prossimi 50 anni e per i nostri figli» è «l’islam politico. Tra qualche anno le ragazze potranno girare in minigonna? Chiediamoci che futuro abbiamo in testa per l’Italia», poi attacca la Germania sulle politiche migratorie: «Non ha diritto a mandarci indietro un solo immigrato irregolare finché ci sono le loro Ong nel Mediterraneo a scaricare clandestini in Italia e in Europa».
Ultima in ordine di tempo, la Sea Watch, fermata dal ministro Matteo Piantedosi per non aver rispettato le regole e multata con 7500 euro.





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