Con l’incontro di Kiev tenuto ieri, il sostegno dei Volenterosi all’Ucraina entra in una nuova fase. Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato in fatti che tra ottobre e novembre si svolgeranno esercitazioni militari congiunte su vasta scala, pensate per testare la capacità operativa dei Paesi che hanno aderito al formato e preparare un eventuale intervento dopo la fine delle ostilità.

Le esercitazioni – ha spiegato Macron – serviranno a dimostrare la prontezza operativa della Coalizione e la sua capacità di agire una volta cessati i combattimenti, ma l’obiettivo è anche rafforzare la credibilità delle garanzie di sicurezza offerte a Kiev. Si intende dimostrare di essere in grado di mobilitare e coordinare rapidamente le proprie forze operando “in cielo, in terra e nei mari”, qualora, dopo un eventuale cessate il fuoco, fosse necessario attuare le garanzie di sicurezza promesse all’Ucraina. Il progetto non riguarda soltanto il sostegno militare a Kiev durante la guerra, ma anche la possibile costruzione di un dispositivo multinazionale da attivare dopo la cessazione delle ostilità.

Diversa la posizione italiana. Roma – hanno confermato in serata fonti di Palazzo Chigi – non prenderà parte alle esercitazioni militari annunciate da Macron. Una scelta è coerente con la linea ribadita più volte dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: l’Italia sostiene l’Ucraina e partecipa alla Coalizione, ma non intende inviare propri militari sul territorio ucraino.

Del resto, già nei mesi scorsi la premier aveva formalmente escluso l’impiego di truppe italiane sul terreno nell’ambito delle future garanzie di sicurezza per Kiev. Tuttavia il nostro esecutivo, sotto il profilo economico, sta preparando un nuovo pacchetto di aiuti all’Ucraina. L’Italia punterebbe in particolare, stando alle prime indiscrezioni, su ospedali, scuole e infrastrutture energetiche, oltre a nuovi strumenti per la difesa, compresi generatori e mezzi destinati alla protezione antiaerea.

La premier Meloni, collegata al vertice, ha ribadito il sostegno italiano ai partner e a un percorso negoziale. Ma sul coinvolgimento diretto delle forze armate italiane la linea resta quella già indicata: nessuna partecipazione a operazioni sul terreno. La Coalizione, guidata politicamente da Francia e Regno Unito, proseguirà quindi sulla strada della preparazione di una forza multinazionale per il dopo-guerra, mentre l’Italia manterrà un ruolo di sostegno a Kiev senza prendere parte alle esercitazioni militari previste per l’autunno.

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