
Sta facendo discutere l’uscita a sorpresa di Edmondo Cirielli (foto sopra), personalità di spicco della maggioranza. «Mi auguro che si possa governare insieme a Vannacci. Se loro vogliono governare con noi, non vedo perché dovremmo escluderli». Il viceministro degli Esteri Cirielli lo ha detto durante la presentazione del circolo di Ischia di Gioventù Nazionale, aprendo di fatto alla possibilità che Futuro Nazionale possa entrare nella coalizione di centrodestra. Al tempo stesso, Cirielli ha implicitamente ammesso l’esecutivo ha compiuto passi avanti limitati sul fronte della sicurezza. «A Roberto Vannacci – ha aggiunto l’esponente di FdI – chiederei quali problemi intenderebbe risolvere qualora facesse il ministro, quali responsabilità potrebbe assumersi e soprattutto quali soluzioni propone». Un eventuale ingresso di Vannacci in maggioranza, «potrebbe imprimere una spinta maggiore sul versante della sicurezza, oppure indurre FdI a concentrare maggiormente l’azione su questo tema», ha poi spiegato Cirielli.
Una questione tanto divisiva e incandescente, non poteva che suscitare l’immediata reazione di Fratelli d’Itali: fonti del partito hanno dichiarato all’Ansa che quelle del viceministro Cirielli «sono state parole a titolo personale, che non riflettono la posizione di FdI».

«Ma siamo proprio sicuri – osserva Renato d’Andria – che non si sia trattato di una mossa strategica concordata, per sondare il gradimento degli elettori a fronte di una eventuale alleanza?». La domanda è più che legittima, anche perché il dilemma resta ancora tutto da sciogliere, mentre il partito del generale continua a crescere nelle intenzioni di voto. D’Andria ricorda inoltre che proprio ieri, il sondaggio YouTrend pubblicato dal programma di La7, L’aria che tira, ha indicato che il 53% degli elettori di Giorgia Meloni vorrebbe Futuro Nazionale in coalizione, mentre solo il 26% di Lega e Forza Italia sarebbe disposta ad accogliere i vannacciani. Scontata la posizione di questi ultimi, il 61% dei quali è favorevole all’ingresso in maggioranza. «Letta in quest’ottica – prosegue d’Andria – anche la quotidiana diatriba del generale contro il governo potrebbe essere parte di un piano politico ben studiato, peraltro del tutto legittimo, per avviare un dialogo interno e chiedere prima o poi il gradimento degli elettori alla nuova alleanza».





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