Si avvicina l’arrivo in Assemblea della nuova Legge elettorale calendarizzato per il prossimo 9 settembre. Naturale perciò che, dopo la non certo breve pausa estiva, riprendano trattative, manovre, emendamenti a raffica per perfezionarne i contenuti.

Stando agli ultimissimi rumors, il centrodestra si starebbe ricompattando per presentare in commissione Affari costituzionali al Senato un emendamento unitario in grado di ridefinire i meccanismi della legge. Si tratterebbe di introdurre ufficialmente il voto di preferenza per la scelta dei candidati nei collegi plurinominali, una scelta che va nella direzione di rafforzare – come richiesto da più parti – il legame diretto tra gli elettori e i propri rappresentanti in Parlamento. La novità principazle riguarderebbe la possibilità di esprimere fino a 3 preferenze sulla stessa scheda, che recherà i contrassegni delle liste e i nomi dei candidati, sia per il collegio, sia per le liste circoscrizionali collegate all’eventuale premio di governabilità. Un caso a parte è quello del capolista, il cui nome figurerebbe sulla scheda ma non potrebbe essere espresso con le preferenze individuali.

Poi c’è l’altro, delicato dibattito sulla salvaguardia della parità di genere, benché da molte donne leader considerato insulso. Sul punto, l’emendamento stabilisce che ciascuna lista sarà composta da 7 candidati e la loro collocazione dovrà seguire rigorosamente un ordine alternato uomo-donna, pena l’inammissibilità. In caso di preferenze multiple, l’elettore dovrà indicare sulla scheda candidati di sesso diverso, pena l’annullamento del voto. Un freno anche all’abitudine – poco amata daglio italiani – di candidarsi in più collegi. Si tratta in realtà di un blando rimedio, visto che il limite viene fissato a 5 collegi.

Altra novità delle ultime ore è che il centrodestra, anche se non in modo non unitario, depositerà delle modifiche anche sul tema legato al ballottaggio. «Allo scopo di fornire in primo luogo a tutto il centrodestra uno strumento di riflessione, e per favorire il dibattito – ha annunciato in una nota il senatore di Fratelli d’Italia Marcello Pera – ho presentato l’emendamento sulla introduzione del ballottaggio nella nuova legge elettorale secondo le linee che avevo illustrato alla Commissione Affari costituzionali del Senato e ho informato il mio gruppo e il partito di FdI». Era stato proprio Pera a suggerire di ripristinare questo strumento, prevedendo l’assegnazione del premio di governabilità alla coalizione che al primo turno ottiene il 48% dei voti e, se nessuno supera questa soglia, il ballottaggio fra le prime due coalizioni a condizione che tutte e due abbiano superato il 38% dei voti, non consentendo al secondo turno apparentamenti diversi dal primo.

Ricordiamo che il cosiddetto Melonellum, o Stabilicum, è stato approvato dalla Camera in prima lettura lo scorso luglio con 217 voti favorevoli, 152 contrari e 2 astenuti. Il testo è ora all’esame del Senato.

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