
Non era mai accaduto che il leader di una grande potenza alleata assestasse un colpo così duro a Vladimir Putin. E invece al vertice in Kirghizistan il presidente indiano Modi nell’incontro bilaterale con lo zar russo ha preferito andare dritto al punto. Ed è accaduto proprio nella capitale kirghisa Bishkek, dove si sta concludendo il vertice annuale della Sco, l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai istituita nel 2001, che ha celebrato il suo venticinquesimo anniversario con lo slogan “Insieme verso un mondo stabile di sviluppo e prosperità”.
Altro che prosperità… «Questa guerra infinita – ha detto Modi fissando Putin negli occhi -deve trovare una fine, dobbiamo lavorare sulla cessazione delle ostilità, risolvere i problemi con mezzi pacifici, è questa la direzione verso la quale bisogna andare». Putin è sembrato preso da sconcerto, non se l’aspettava. Poi ha fornito una risposta fin troppo generica: «Grazie, stimato primo ministro. Ci stiamo muovendo proprio su questa strada».
Quale strada? verrebbe da domandargli. Quella di nuovi, quotidiani bombardamenti su scuole e ospedali ucraini? Un dato è. certo. L’India, così come la Cina, ha supportato la Russia perché può acquistare da quest’ultima idrocarburi a buon mercato. Tuttavia ora Pechino e Nuova Delhi cercano stabilità, chiedono con forza la fine della guerra. Solo Mosca sembra non capirlo.
Il vertice di due giorni è iniziato lunedì, con al centro dossier politici, economici e di sicurezza e la cooperazione in questi ambiti, una banca di sviluppo promessa da tempo, la connettività, l’energia e le rotte commerciali messe alla prova da guerre e conflitti, oltre alle sfide cruciali per il Sud globale.
I 10 membri della SCO includono Cina, India, Pakistan, Russia, Bielorussia, Iran, Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan e rappresentano oltre il 40% della popolazione mondiale. Il blocco si presenta sempre più come un’alternativa all’ordine guidato dall’Occidente, mentre si aggiungono i leader di almeno 15 Stati in qualità di ‘partner di dialogo’, che abbracciano l’Asia centrale e il resto del continente, il Caucaso meridionale e il Medio Oriente, tra cui Turchia, Egitto, Arabia Saudita, Qatar, Vietnam, oltre a Uzbekistan, Azerbaigian e Armenia.
Comunque Modi e Putin, insieme ad altri, si rivedranno presto. In calendario. ci sono infatti al summit dei Brics a Nuova Delhi il 12-13 settembre, e al Forum dell’Apec (Cooperazione economica Asia-Pacifico) a Shenzhen in Cina, il prossimo novembre.





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