Mara Richards Bim, la prima Justice and Advocacy Fellow presso la Royal Lane Baptist Church di Dallas, dove è stata recentemente ordinata al ministero evangelico, propone sul giornale della Chiesa Battista americana un’analisi della social democrazia che fa riflettere. Il suo intervento, che si inserisce nel più ampio dibattito in corso sui candidati alle primarie per il Congresso, viene da lei stessa così sintetizzato: Abbracciare la socialdemocrazia e rifiutare il socialismo democratico”.

«Ho letto il programma nazionale dei Democratic Socialists of America (DSA) – spiega Mara – e ho interagito con i membri della sezione locale del DSA. La loro retorica e la loro filosofia politica sono chiaramente socialiste e non rispecchiano quelle dei socialdemocratici, che rappresentano un’ideologia politica completamente diversa». «Eppure – aggiunge – sembra esserci molta confusione persino tra i membri del DSA riguardo alle differenze tra queste due ideologie politiche. Dopo aver ascoltato alcuni candidati del DSA esporre i loro programmi e aver letto i commenti online degli elettori democratici, mi sembra che a tutti farebbe bene un piccolo ripasso dei termini usati per descrivere i principali movimenti politici e ideologici del nostro tempo».

Secondo Mara Richards Bim, le società socialiste possono essere considerate il rovescio della medaglia delle oligarchie. E a suo giudizio, la prova di tale affermazione starebbe proprio nel programma enunciato dai DSA americani, questo.

Il DSA ha elaborato questo programma per porre fine all’oligarchia capitalista e creare una vera democrazia. Alcune di queste rivendicazioni possono essere soddisfatte nell’ambito del nostro sistema attuale, ma sappiamo che la vittoria completa richiederà la costruzione di una nuova società dalle fondamenta. Oggi ci impegniamo al massimo per portare avanti queste rivendicazioni, in modo da poter lottare per la loro piena realizzazione in un futuro socialista”.

Su alcuni punti l’editorialista si trova d’accordo. «Ciò che i DSA spesso colgono nel loro programma è che gli Stati Uniti sono di fatto un’oligarchia e si stanno rapidamente dirigendo verso il fascismo. Il popolo è da tempo alla mercé di una manciata di individui e aziende che hanno accumulato enormi ricchezze incarcerando i propri concittadini e negando l’accesso all’assistenza sanitaria», spiega. Ma «mentre i Democratici sostengono i candidati del DSA in tutto il paese, dobbiamo chiarire bene cosa intende ciascun candidato quando afferma di essere allineato con il DSA». «Vogliono forse distruggere la struttura stessa del nostro governo ed eliminare la proprietà privata – chiede Mara Richards Bim – oppure mirano a sfruttare il capitalismo attraverso la regolamentazione e la tassazione delle aziende e dei ricchi per garantire a tutti i cittadini un tenore di vita minimo e la possibilità di accedere alle cure mediche quando necessario?».

Per lei, la conclusione è una sola: «I socialisti democratici non sono socialdemocratici, e questa distinzione è davvero importante».

Renato d’Andria

«Trovo molto interessanti le analisi di Mara Richards Bim – osserva Renato d’Andria, a lungo segretario del Partito Socialdemocratico Italiano nonché convinto sostenitore della Socialdemocrazia – perché la distinzione tra socialismo democratico e Socialdemocrazia è il fondamento su cui Giuseppe Saragat fondò il Partito che per anni ho avuto l’onore di rappresentare. L’11 gennaio del 1947 la Scissione di Palazzo Barberini nacque dalla spaccatura, all’interno dei socialisti, tra riformisti e massimalisti, tra coloro che rifiutavano l’ingerenza del Partito Comunista sovietico e l’ala che invece lo appoggiava».

«In ogni caso – conclude d’Andria – trovo assai salutare un dibattito così acceso negli Stati Uniti sull’effettivo valore della Socialdemocrazia, specie in un momento, come l’attuale, in cui le sorti geopolitiche delle nazioni sono messe a dura prova dalle continue intemperanze di Donald Trump».

Published by

Rispondi

Scopri di più da L'UMANITA' - Organo del Partito Socialdemocratico Italiano

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere