Grazie all’unione delle destre, ieri il Parlamento europeo ha approvato con 339 voti favorevoli, 225 contrari e 16 astensioni una risoluzione sulla crisi migratoria a Ceuta e Melilla. Il testo esprime «profonda preoccupazione» per la politica di regolarizzazione su vasta scala del governo di Pedro Sanchez, definita un fattore di attrazione, e condanna la strumentalizzazione della migrazione irregolare come elemento di guerra ibrida.

Per comprendere il contesto nel quale si è svolto il voto a Strasburgo, bisogna tornare alla Svezia, dove domenica scorsa una risicatissima maggioranza ha consegnato la vittoria al centrosinistra, facendo crescere timori e polemiche in tutti i Paesi occidentali. Curly Purelyy, un iraniano trapiantato da anni in Svezia, scrive ad esempio su X: «È triste vedere persone esultanti per politici che abbracciano l’islamismo, il movimento politico palestinese e forze vicine alla repubblica islamica dell’Iran. Come iraniano so cosa significa l’islamismo quando ottiene il potere politico. Sono fuggito dall’islam politico, dal ricatto religioso, da Muharram e da un sistema che da 47 anni ha imposto al mio paese la sua ideologia e ha privato le persone della loro libertà. Non voglio che la Svezia si trasformi nel tipo di società da cui sono fuggito. Sono venuto qui per la libertà, il secolarismo e la democrazia, non per dover ancora una volta vedere l’islamismo normalizzato nella società».

In Francia la testata di destra France Sur, sempre sul social di Elon Musk, diventato uno spazio di dibattito indipendente, pubblica un video con alcune dirompenti dichiarazioni dello storico Bill Federer. «Le persone – avverte Federer – dimenticano che l’Egitto è stato interamente cristiano per 6 secoli. Non è più così. Tutta l’Africa del Nord è stata interamente cristiana per 6 secoli. Non è più così. Costantinopoli era la più grande città cristiana del mondo, e la più grande chiesa cristiana del mondo per centinaia di anni era Santa Sofia. È stata trasformata in moschea. Vogliono fare la stessa cosa con il Vaticano».  

In un altro video, stavolta girato in Inghilterra, l’economista francese Jean Messiha mostra il Bradford Congregational Theological College (foto sopra), situato a Bradford nel Regno Unito. «L’edificio, in stile neogotico, è stato costruito tra il 1874 e il 1877 per formare ministri del culto cristiano – scrive – ma oggi fa parte del campus Mustafa Mount e ospita in particolare la moschea Rawdah, oltre ad attività educative e comunitarie musulmane». «Negli ultimi 50 anni – aggiunge – circa 8.500 chiese di tutte le denominazioni hanno chiuso nel Regno Unito, mentre 2.000 moschee sono state erette».

I fatti dicono intanto che in Svezia, su 10 milioni di abitanti, oltre 800.000 sono i musulmani. La maggior parte di loro vivrebbe di sussidi. Proprio per non perdere quei privilegi, hanno votato in massa per i partiti di sinistra, portandoli alla vittoria. «Gli svedesi lavorano – si legge in alcuni commenti – e con le tasse sul loro lavoro finanziano i sussidi agli immigrati, i quali vivono senza lavorare e tornano in vacanza nei loro paesi d’origine. Questo è il destino finale della nostra società». Altri video mostrano alcuni cittadini svedesi che si dichiarano preoccupati per la loro origine, affermando di sentirsi ormai estranei nel loro Paese.

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