
L’erosione continua di voti dal Carroccio a Futuro Nazionale ha fatto male alla Lega di Matteo Salvini, ritenuto responsabile di aver portato proprio lui all’ascesa politica un personaggio “inaffidabile e traditore” come il generale Roberto Vannacci, che solo un anno fa era su quel palco di Pontida al suo fianco. Un “cavallo di Troia”, che oggi il partito sta pagando caro. Matteo Salvini però, dal palco di Pontida, rilancia. «Chiedo al grande popolo della Lega il mandato per portare sul tavolo della nuova legge di bilancio questi obiettivi: superamento definitivo dell’infame legge Fornero con quota 64. Meno tasse per i giovani e l’aumento della flat tax per partite iva, artigiani e commercianti. Le coperture? Chiediamo un contributo da miliardi di euro alle grandi banche che si arricchiscono con i soldi degli italiani».
Poi, sfidando i maldipancisti che chiedevano un ricambio alla guida della Lega, il segretario ha annunciato la convocazione di un Congresso straordinario, ricomponendo in buona parte le fila del dissenso interno. «Domani (oggi per chi legge, ndr) convocherò il consiglio federale della Lega a Milano e proporrò nel mese di ottobre di convocare un congresso straordinario della Lega per decidere insieme, ma poi rilanciare uniti e compatti». Ha sorpreso tutti l’annuncio del segretario, che rivolgendosi ai militanti ha aggiunto: «Non meritate che ci siano divisioni, non voglio divisioni, voglio unità, serenità, determinazioni, idee chiare e compattezza». «Torno al congresso per chiedere se ho la fiducia della mia famiglia e lo chiederò alzata di mano» ha chiarito Salvini, dicendosi «pronto a offrire la mia vita per i miei figli e per voi. Se ho la vostra fiducia e il vostro sostegno, continuerò a mettere la mia passione per una Lega forte, unita e vincente». «Dopo il congresso, però – ha avvertito – la prima voce fuori posto che non fa un torto a Matteo Salvini, ma danneggia il lavoro di decine di migliaia di militanti in tutta Italia, dovrà spiegare perché continua a fare regali alla sinistra».
D’accordo con lui, fra i tanti, il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani: «Identità vuol dire garantire il diritto alla casa, come ha fatto il nostro leader e ministro Matteo Salvini, con il piano casa nazionale. Identità vuol dire garantire la sicurezza, e ben venga la proposta della Lega di arrivare a 10mila militari nell’operazione di strade sicure».
Una timida apertura è arrivata da uno fra coloro che erano stati maggiormente critici con la sua gestione, il segretario della Lega lombarda Massimiliano Romeo. «Penso – ha detto Romeo – che sia l’occasione giusta per poter confrontare quelle che sono le varie sensibilità, le varie proposte che sono state messe sul piatto ormai da un po’ di tempo a questa parte. Quindi penso che sia un’occasione buona per confrontarsi e da lì rilanciare il movimento». Metterà in campo la sua candidatura Romeo? «Non lo so – ha risposto il diretto interessato – prima vedremo le modalità e poi sono tutte valutazioni che faremo insieme nei prossimi giorni, sicuramente con il tempo». «Se ce lo aspettavamo? No, è sicuramente un’occasione buona per poter ribadire nella sede appropriata e portare avanti quelle che sono le istanze che buona parte della base ci sta indicando da tempo. È sintomo ovviamente che c’è la necessità di rilanciare il partito, riguadagnare la fiducia dei nostri elettori e penso che possa essere un’occasione propizia, ripeto, per dare il là alla Lega che deve diventare sempre più forte, non solo per il bene della Lega stessa, ma anche per il bene di tutto il centrodestra», ha concluso Romeo





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