Giornali e agenzie italiane ed europee aprono oggi con titoloni su un possibile, addirittura quasi “imminente” attacco della Russia con droni dal mare alle principali capitali del vecchio continente, Roma compresa. Tutto parte da un articolo del quotidiano El Mundo, secondo cui «La Russia si sta preparando a nuovi attacchi con droni in Europa, ma questa volta prenderà di mira i Paesi del Mediterraneo», come Spagna, Francia o Italia. Il quotidiano spagnolo spiega come la Cia, dopo aver raccolto informazioni sui piani di escalation del Cremlino, le abbia già condivise con diversi governi europei. A conferma di quanto pubblicato, El Mundo intervista una fonte anonima, che sarebbe vicina al ministero della Difesa lituano: «Utilizzeranno droni lanciati dal mare, nascosti in un container, non è affatto difficile». Da una distanza di 200 o 300 chilometri dalla costa – viene aggiunto – il volo durerebbe all’incirca da un’ora e quindici minuti a due ore, a seconda della velocità effettiva.

Si passa poi alle informazioni sull’ipotizzato attacco che – sempre stando a questa fonte anonima – sarebbero già note ai Paesi interessati. Per il quotidiano, infatti, «la Lituania, come altri Paesi, era a conoscenza di queste informazioni poco dopo il misterioso viaggio a Mosca del direttore della Cia John Ratcliffe, avvenuto il 25 agosto. Non ci sono prove pubbliche di suoi incontri in Lettonia, sebbene fonti diplomatiche di un Paese baltico confermino di essere state informate del viaggio in anticipo e di esserne state successivamente a conoscenza». Il Wall Street Journal e Politico hanno scritto che «Ratcliffe si era recato in Lituania per mettere in guardia la Russia da qualsiasi attacco o provocazione contro la Nato».

Tutte affermazioni che cozzano apertamente con quanto era stato dichiarato da Vladimir Putin a fine maggio, quando ci era cominciato a parlare di “guerra ibrida” sferrata da Mosca. «Come diceva Goebbels – aveva affermato il leader del Cremlino citando il ministro della Propaganda del Terzo Reich – più una menzogna è incredibile, più velocemente verrà creduta. E sembra che si faccia proprio questo in relazione ai piani aggressivi della Russia contro i Paesi dell’Europa occidentale. Si tratta di una menzogna, grossolana e sfacciata».

Vladimir Putin

«Quale potrebbe essere l’interesse di Mosca ad attaccare l’Europa? – chiede Renato d’Andria analizzando questo complesso momento di una situazione geopolitica incandescente – Forse quello di scatenare una guerra aperta contro l’Unione Europea per distruggere ciò che resta dei rapporti commerciali e creare una crisi del tutto sproporzionata rispetto a ipotetici vantaggi territoriali?».

«Fermo restando che è bene sempre tenere la massima allerta, domandiamoci piuttosto – aggiunge d’Andria – come mai a pubblicare la notizia, qualora davvero fosse già nota ai governi occidentali, sia stato proprio il quotidiano spagnolo, cioè uno fra i principali media di un Paese, come la Spagna, il cui governo di sinistra sta vivendo grosse difficoltà di diversa natura, dopo le inchieste giudiziarie sulla leadership politica e la polveriera Ceuta».

Ma la Spagna non sarebbe l’unica nazione a trarre ipotetico vantaggio da un eventuale allarme strumentale. «A giovarsene – conclude d’Andria – se queste notizie fossero infondate, sarebbero anche quei governi che, a livello comunitario così come al loro interno, spingono per aumentare le spese per la difesa oltre ogni limite, penalizzando fortemente settori vitali come welfare, scuole e sanità».

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