
Ci voleva il suo arresto per far balzare alle cronache internazionali la figura di Calin Georgescu, il politico rumeno che si oppone al disegno di usare la sua nazione come base di lancio per attacchi alla Russia. La NATO infatti ha costruito in Romania la sua più grande base dell’Aeronautica, come parte dei preparativi per «la più grande guerra di tutti i tempi», come affermano molti sostenitori di Georgescu.
Già relatore speciale alle Nazioni Unite, presidente del Centro europeo di ricerca del Club di Roma, quindi direttore esecutivo dell’Istituto di sostenibilità globale dell’ONU a Ginevra, nel 2024 Georgescu era stato eletto presidente della Romani,a prima che il voto venisse annullato per presunti brogli. Nel 2025 la commissione elettorale gli ha impedito di ricandidarsi.
Lo scorso 21 settembre Georgescu è stato arrestato alle 6 del mattino mentre accompagnava suo figlio in piscina. «Contemporaneamente – si legge in un post su X della piattaforma in dipendente Stop World Control – più di cinquanta uomini armati delle forze speciali, unità antiterrorismo, polizia e gendarmeria hanno sfondato la porta della sua casa privata. Tutti i dispositivi elettronici sono stati sequestrati e la casa è stata perquisita da cima a fondo, per droga e armi. Ma non è stato trovato niente». Tuttavia la polizia romena (foto sopra) lo ha scortato in manette all’ufficio del Procuratore sotto i riflettori dei media.
Rimesso in libertà provvisoria, deve comparire in queste ore davanti alla Corte d’Appello, che dovrà decidere se arrestarlo nuovamente, sempre con l’accusa di presunta frode elettorale nel 2024. Secondo la procura, Georgescu avrebbe usato circa 1 milione di euro di fondi non dichiarati, violando la legge elettorale e traendo vantaggio da una possibile ingerenza straniera proveniente dalla Russia.
Un endorsement arriva dalla vicina Serbia. «Se ti opponi alle guerre, alle migrazioni di massa, alla degenerazione della società e quindi all’UE – scrive l’attivista serbo Mario Bojic – faranno di tutto per distruggerti. Prima ti censureranno. Se non funziona, congeleranno i tuoi conti bancari. Se sopravvivi, ti screditeranno, ti banneranno dalla politica e infine ti incastreranno e ti chiuderanno in prigione. La Serbia è al fianco di Călin Georgescu».





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