Il suo nome, per milioni di italiani, ha significato a lungo l’emblema delle tasse, di quelle riscossioni forzate che fin dai tempi di Equitalia toglievano il sonno a famiglie e piccole imprese. E’ lui, l’ex numero uno dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, che annuncia la sua discesa in campo per le prossime politiche nell’accogliente gruppone del campo largo. In un’intervista a Repubblica rivendica infatti di aver fondato “Più uno”, il nuovo partito che lo vedrà in pista al fianco dell’ex capo della polizia, il prefetto Franco Gabrielli (nella foto).

«Siamo partiti dall’idea di coinvolgere le persone, non da quella di fondare un nuovo partito – racconta Ruffini – siamo nati con comitati in tutta Italia, poi ci è stata manifestata l’esigenza di fare un passo in più. Fondare un partito significa dare una forma alla partecipazione politica, come ricorda la Costituzione, non per aggiungere una sigla, ma per allargare il consenso nel centrosinistra».

A chi dovesse ricordare a Ruffini che la sua presenza nel campo largo potrebbe servire a rinforzare l’ipotesi – già circolante – di una patrimoniale, il neo partito fa sapere che lo scopo non è quello di «costruire una lista di centro, ma di contribuire a una coalizione di centrosinistra capace di vincere e di governare».

A Ruffini fa eco, intervistato da Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera, lo stesso Franco Gabrielli: «Avrei potuto aspettare la nascita di un governo che mi affidasse magari qualche incarico, ma credo sia più importante impegnarsi in prima persona nella costruzione di una nuova idea di Paese», chiarisce. E quanto alla collocazione della nuova creatura, Gabrielli non ha dubbi: «Non cerchiamo un’equidistanza tra destra e sinistra. Non immaginiamo un centro autosufficiente, destinato all’irrilevanza. La nostra collocazione è nel centrosinistra, con l’ambizione di renderlo più largo, credibile e capace di governo. Non una somma di sigle unite contro qualcuno; un’alleanza costruita attorno a un’idea del Paese».

Per nulla intimorito dalla sfida, Ruffini non esclude, dal canto suo, di partecipare alle primarie del campo largo. Sfidando personaggi del calibro di Elly Schlein e Giuseppe Conte. «Ho dato la mia disponibilità per le primarie – dice ancora nell’intervista a Repubblica – ma devono essere aperte agli elettori e a chi vuole dare un contributo, con regole e una minima piattaforma condivisa».

Ad abbracciare subito il nuovo partito – non si sa con quale gradimento dei diretti interessati –  si è affrettato l’ex ministro della Salute nell’era Covid-mascherine Roberto Speranza. «Accolgo con molto favore l’impegno di Franco Gabrielli a costruire un centrosinistra più forte – dice a Rai News – La parola sicurezza, intesa come capacità di rispondere alla domanda di protezione delle persone, deve essere parte essenziale del nostro vocabolario». 

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