
Nemmeno il tempo di indire nuove elezioni in Spagna per il prossimo 28 novembre, che già in Marocco sono apparsi i primi striscioni (vedi foto sopra) in appoggio alla rielezione del governo di Pedro Sanchez. ««Si prega la comunità marocchina residente in Spagna di votare per il partito di Pedro Sánchez», si legge nel messaggio condiviso più di 400 volte in vari forum e gruppi della diaspora marocchina in Spagna. In pratica, il Marocco ha già il suo candidato.
Cosa sta succedendo?
Alcuni elementi di cronaca rendono il quadro più chiaro. Il primo è la rivelazione data da Stefania Cavallaro, conduttrice del TG4, poche ore fa: «Il 30 luglio, giorno dell’indulto deciso dal re del Marocco per 1800 detenuti, è il giorno prima dell’assalto a Ceuta». Cavallaro mostra a tutto schermo il documento che sancisce quanto affermato. «Visto questo documento – commenta la giornalista – è inutile chiedersi perchè l’Italia rinnova ciclicamente lo stop a Schengen». «Questa notizia – ha commentato in diretta il direttore di Libero, Daniele Capezzone – è il sigillo alla scelta che era già stra-motivata da quello che Sanchez aveva fatto pre Marocco, da quella sanatoria per 600mila clandestini. Il re del Marocco, facendo una sanatoria e spalancando le porte, ha mandato non certo il meglio. Infatti, non a caso, poi a Ceuta abbiamo avuto commercianti aggrediti, gente minacciata con punteruolo alla gola, perchè questi erano i “gentiluomini”».
Ma c’è ancora dell’altro. Mentre la Spagna è in fiamme per le proteste del caro affitti, rese ancor più incandescenti dalla morte di Maricarmen (la pensionata 87enne sfrattata dalla sua casa per morosità), sul web compare la foto, emblematica, di un altro anziano sfrattato. Solo che stavolta l’uomo è stato cacciato dall’appartamento di sua proprietà, occupato “legalmente” da abusivi, e da mesi vive in auto (vedi foto).






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