L’immagine che vedete qui sopra è quella di due ottuagenari, marito e moglie, derubati di tutto in pieno centro a Parigi dai rivoltosi. Li hanno lasciati praticamente in mutande, portando via orologi, borsa, contanti, piccoli gioielli, vestiti, scarpe. E’ un punto di non ritorno, una violenza privata agita dagli stessi criminali che contemporaneamente stavano saccheggiando e mettendo a ferro e fuoco i negozi di lusso della città, Rolex, Sephora, Dior, Hermes, Vuitton…

Ma qualche osservatore dei fatti francesi sta facendo notare che la devastazione non è “uguale per tutti”. Un’altra foto della guerriglia parigina mostra infatti che il McDonald’s è stato distrutto, ma Master Poulet, un ristorante halal situato proprio accanto e frequentato soprattutto da una clientela musulmana, è rimasto illeso. Situazioni analoghe documentate da video sul web confermano la “coincidenza”.

In azione, fra i devastatori, ci sarebbero minorenni musulmani di seconda generazione. Un fenomeno che, come osserva Mario Sechi, sta prendendo piede anche da noi. «In Italia non siamo ancora arrivati ai livelli di violenza della Francia, ma attenzione, l’arresto nel nostro Paese di 50 minorenni nella giornata di sabato è un segnale devastante, è solo la punta dell’iceberg, la parte sommersa cela il magma che cresce da decenni nell’università e negli istituti superiori. Un sistema educativo prigioniero dell’indottrinamento ideologico finisce per generare mostri. In Italia non siamo ancora arrivati ai livelli di violenza della Francia solo perché abbiamo un numero inferiore di migranti di seconda generazione, ma il fenomeno è destinato a espandersi in ogni caso, perché c’è un campo – la scuola in ogni ordine e grado – coltivato in maniera estensiva per decenni dagli estremisti e dai nuovi vecchi cattivi maestri».

E basta anche alla «teoria dell’infiltrato», l’arma retorica che serve per coprire la realtà che nessuno vuol vedere perché è scomoda – si legge sul post dell’Agenzia Dire, diretta da Sechi – Assaltano i monumenti e i simboli dell’Occidente, l’incendio è la prova del loro reale bersaglio. Non il caro vita, ma la nostra vita».

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