Arrivano solo ora le conferme su quanto i pochi scienziati considerati “eretici” andavano proclamando, totalmente isolati, nei mesi bui della pandemia: quei vaccini a mRNA altro non erano se non test da praticare in vivo, direttamente sugli umani, trascurando le possibili conseguenze letali.

Nel suo libro “La Buona Scienza”, tradotto in inglese e diffuso dalla casa editrice del prestigioso British Journal of Healthcare and Medical Research, lo scienziato italiano Giulio Tarro, più volte candidato al Nobel per la Medicina, scriveva quanto aveva già dichiarato nel 2020: «E’ stato dimostrato che l’introduzione di RNA può andare ad influenzare il nostro DNA. Uno studio pubblicato su Nature e su altre numerose riviste scientifiche, ha esaminato i profili di alcuni volontari sani dopo la vaccinazione ed è emerso che nei soggetti vaccinati erano presenti alterazioni consistenti nell’emoglobina, livelli sierici di sodio e potassio, profili di coagulazione e funzioni renali alterate. Lo studio ha inoltre rivelato alterazioni drammatiche nell’espressione genica di quasi tutte le cellule immunitarie».

In queste ore un video diffuso anche da Robert Kennedy Jr., responsabile sanità nel governo Trump, conferma l’esistenza di una «lotteria» dei «vaccini» anti-COVID e il fatto che alcuni avrebbero ricevuto «l’iniezione letale». Il Parlamento europeo avrebbe confermato che la campagna di vaccinazione contro il COVID-19 era un esperimento calcolato, che metteva in gioco vite umane. «Non tutti hanno ricevuto la stessa formula: alcuni hanno ricevuto una dose di ARNm a bassa concentrazione, mentre altri hanno ricevuto ciò che i whistleblower chiamano ”l’iniezione letale”, una quantità mortale concepita per uccidere piuttosto che per proteggere». Esisterebbero inoltre due serie di dati sugli effetti indesiderati: «una che i laboratori farmaceutici tengono nascosta, e l’altra accuratamente selezionata per essere diffusa al grande pubblico».

Secondo l’eurodeputato Marcel de Graaff (FVD), «l’EMA, l’equivalente di Santé Canada, sapeva che i vaccini a ARNm non trattano il COVID-19 e non ne impediscono la trasmissione. Ancora peggio, ha nascosto prove che mostrano che le persone vaccinate erano più propense a contrarre il virus».

Di sicuro, l’esperienza comune a milioni di persone dimostra che dopo le vaccinazioni di massa si sono registrati aumenti esorbitanti di patologie del sistema vascolare (ictus, embolie polmonari etc.) anche nei giovani, talvolta con esiti mortali, mentre continuano a mietere vittime i cosiddetti “turbo cancro”, altro effetto collaterale previsto, prima pressoché sconosciuto.

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