Proprio mentre nei cieli di mezzo mondo si incrociano cyber attacchi ancora di ignota matrice, Papa Leone XIV è decollato stamane da Fiumicino per il programmato viaggio apostolico in Sud America. Visiterà Uruguay, Argentina e Perù, prima del rientro a Roma previsto per il 17 novembre.

Probabilmente non c’è mai stato un periodo così turbolento in quella parte del mondo. A cominciare dal Paraguay, dove il presidente Santiago Peña si è appena dimesso, fra tumulti generali della popolazione, dopo il fallimento della Banca Ueno. L’istituto di credito deteneva i conti di circa 3 milioni di clienti, quasi la metà della popolazione del Paraguay, e 850 milioni di dollari in depositi pubblici. La Banca Centrale paraguayana, nel decretarne il fallimento, ha congelato risparmi e fondi pensione di milioni di persone. Una crisi senza precedenti, che rischia di provocare grossi riflessi anche in Argentina. Nel Paese retto da Javier Milei, in previsione dell’arrivo del Papa, erano stati affissi per le strade di Luan, dove è previsto che il Pontefice celebrerà una Messa, cartelli in cui Leone viene presentato come un “peronista”. Secondo il quotidiano internazionale UHN Plus, «nessuno ne ha rivendicato la paternità, ma il governatore di Buenos Aires ha già collegato il pontefice alla giustizia sociale peronista».

In Brasile il presidente Ignacio Lula, appena rieletto, ha imposto l’Iva più alta del mondo, introducendo inoltre la cosiddetta “tassa sul peccato”, che prevede aumenti del 24% sui superalcolici, dell’8% sul vino e del 66% sulle sigarette. Nel frattempo ha annunciato che favorirà l’arrivo in massa di musulmani nel Paese.

In Bolivia il presidente della Corte Suprema è fuggito all’estero, dopo essere stato colpito da un mandato d’arresto per traffico di droga.

Quanto infine all’Uruguay, altra tappa del Pontefice, nelle scorse settimane alcuni media avevano pubblicato notizie secondo cui il presidente di sinistra dell’Uruguay, Yamandou Orsi, starebbe pianificando di consentire l’ingresso a Montevideo al leader palestinese filo-Hamas Majid al-Masri, legato a fazioni armate del gruppo terroristico DFLP. Al-Masri avrebbe in programma un evento e degli incontri privati ​​nel Paese.

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