
La presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, ha affermato che i conti di risparmio dei cittadini sono un problema e che intende mettere quei soldi «al servizio delle imprese europee», trasformandoli «in titoli». Le risponde a muso duro il deputato europeo tedesco Alexander Sell (AfD). «La signora von der Leyen – ha dichiarato in aula – ha bisogno di soldi, di 800 miliardi di euro per gli armamenti. Anzi, vuole trasformare i risparmi privati in investimenti. La presidente della Commissione chiama questo “unione del risparmio e degli investimenti”. (…) Vuole 800 miliardi di euro scavalcando il parlamento». «Questa donna – incalza Sell – non deve mai avere accesso ai risparmi dei cittadini. Anche noi vogliamo un migliore equipaggiamento della Bundeswehr, ma non vogliamo che i nostri soldi dalle tasse vengano distribuiti tra amici e conoscenti della presidente della Commissione».
Nel frattempo, la Commissione Europea non esita ad inviare un altolà all’Italia: stiamo esaminando attentamente la nuova legge voluta da Giorgia Meloni che stabilisce un tetto al numero di stranieri nelle classi scolastiche. La legge introduce un tetto del 30% (a partire dall’anno scolastico 2027-28) per determinati alunni non cittadini italiani nelle classi prime della scuola primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado. Il limite si applica principalmente a coloro che non sono nati in Italia o che hanno una frequenza precedente limitata nel sistema italiano (ad esempio, meno di due anni di scuola dell’infanzia per la primaria, o meno di tre anni di frequenza con esito positivo per la secondaria). L’obiettivo dichiarato è evitare le “classi ghetto”, sostenere l’acquisizione della lingua italiana e favorire l’integrazione. Il decreto vieta inoltre in scuola le coperture integrali del volto come burqa e niqab.
Ma il 3 novembre scorso la vicepresidente esecutiva della Commissione Europea per i Diritti Sociali, Roxana Mînzatu, ha dichiarato che i trattati UE proibiscono la discriminazione basata sulla nazionalità. Ha aggiunto che la Commissione sta monitorando attentamente la conversione del decreto in legge da parte del Parlamento italiano.





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