Ci si interroga da più parti sugli effettivi stadi di avanzamento del PNRR. L’ultimo documento in ordine di tempo che consente di avere informazioni utili è una recente pubblicazione della Corte dei Conti. Fra gli elementi centrali del rapporto vi è lo spostamento di molti investimenti dalle opere pubbliche, che restano comunque la componente più importante, agli incentivi e sgravi fiscali per imprese e privati. Il provvedimento mira a velocizzare la spesa, ma secondo molti osservatori comporta il rischio quello di non riuscire a rispettare la riserva del 40% di risorse da destinare al Sud Italia.

Non a caso, si è fatta sentire forte la voce dell’ANCI.  «Grazie al PNRR – ha ammesso il presidente ANCI Antonio Decaro nel corso dell’Assemblea ASMEL appena conclusasi a Napoli – sono arrivate tante risorse, 40 miliardi di euro soltanto per i comuni, risorse importanti che permettono di ripartire con gli investimenti, in pochi anni più che raddoppiati». «Siamo riusciti ad ottenere dei risultati importanti anche nella realizzazione delle opere pubbliche nel Sud – prosegue – cosa che non era scontata. Oggi abbiamo la possibilità di finanziare opere pubbliche che miglioreranno le condizioni di vita dal punto di vista economico e sociale dei nostri communi». «Purtroppo però – qui l’affondo – sta tornando la stagione dei tagli, che per quest’anno ammontano 200 mln come da legge di bilancio. La cosa che ci inquieta proprio in queste ore è il fatto che il taglio sarà fatto con dei coefficienti che tolgono di più a chi ha avuto più risorse dal PNRR. Questo è un controsenso, perché con i fondi del PNRR saranno realizzate opere pubbliche che necessitano di maggiori servizi e risorse. Quindi il danno è doppio».

Lunedì intanto, presieduta dal premier Meloni con i ministri Piantedosi e Fitto, si è tenuta al Viminale la riunione in videocollegamento con tutte le prefetture d’Italia per l’avvio dei lavori delle cabine di coordinamento, che supporteranno gli enti locali nell’attuazione degli interventi del PNRR.

Le cabine di coordinamento saranno, ha detto Piantedosi, «uno strumento che renderà ancora più efficiente il raccordo e la sinergia tra istituzioni nella gestione di risorse fondamentali per lo sviluppo del nostro Paese e che vede in prima linea la rete territoriale del governo rappresentata dalle prefetture, da sempre al servizio dei territori».

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