
Dopo l’approvazione di ieri a Palazzo Madama e, soprattutto, dopo la maratona notturna di oggi, la Camera ha approvato il disegno di legge sull’autonomia differenziata, fortemente voluto dalla Lega. 172 i voti favorevoli, 99 i contrari e un astenuto. L’autonomia differenziata da oggi è legge.
«Siamo consapevoli – osserva il presidente della Fondazione Salvemini, Renato d’Andria – del fatto che molte delle perplessità su questa legge avanzate dalle opposizioni hanno un concreto fondamento, in primis quella che avanza il timore di un divario fra Nord e Sud del Paese ancor più accentuato di quanto sia attualmente. Tuttavia – continua d’Andria – non possiamo nasconderci che negli ultimi decenni vi erano stati sprechi macroscopici, specie nel comparto della Sanità, soprattutto da parte delle regioni meridionali. Oggi la situazione tende forse a normalizzarsi, ma tutto sommato crediamo che la nuova legge servirà ad imprimere maggior rigore a quelle amministrazioni regionali del Sud che tuttora non sempre mostrano gestioni oculate».
Un parere insomma sostanzialmente positivo, quello del presidente d’Andria, «anche perché – tiene ad aggiungere – il Mezzogiorno sta vivendo una nuova rinascita grazie all’incremento del turismo che va oltre ogni previsione, basta guardare Napoli, ma non solo. Ciò significa evidentemente una crescita del Sud in termini di occupazione e PIL, quindi meno timori sull’economia locale».
Intanto la Lega festeggia. «Ce l’abbiamo fatta. Oggi è una giornata storica perché arriva dopo un lungo percorso politico, per la Lega 40 anni, e per la storia del paese molto di più. Perciò è doveroso fare ringraziamenti” capogruppo alla Camera, », dichiara soddisfatto il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari. «Mi tremano le gambe per l’emozione», scrive sui social Roberto Calderoli, padre di questa riforma. Per Matteo Salvini «oggi è una giornata storica». E Giorgia Meloni esulta su X: «Più autonomia, più coesione, più sussidiarietà. Un passo avanti per costruire un’Italia più forte e più giusta, superare le differenze che esistono oggi tra i diversi territori della Nazione e garantire gli stessi livelli qualitativi e quantitativi delle prestazioni sull’intero territorio. Avanti così, nel rispetto degli impegni presi con i cittadini».
«Questo provvedimento – tuona la segretaria PD Elly Schlein – sancisce che in Italia esistono cittadine e cittadini di seria A e di serie B».
C’è da augurarsi che le opposizioni, invece di stracciarsi le vesti, vigilino sull’attuazione futura del provvedimento e verifichino la corrispondenza, nei fatti, delle buone intenzioni proclamate oggi. Anche perché – lo ricordiamo – con la nuova legge le Regioni che ne faranno richiesta potranno disporre di maggiore autonomia in merito a 23 materie, dalla tutela della salute alla scuola. Ma prima il governo dovrà stabilire i LIvelli Essenziali di Assistenza. Ed ha tempo 24 mesi.





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