«La posizione della Spagna è chiara: collaborazione assoluta con gli alleati, ma sempre nell’ambito del diritto internazionale». E’ stata questa la ferma risposta del premier spagnolo Pedro Sanchez da Nicosia, dopo le notizie circolate su una mail di Washington, che comporterebbe la previsione di sospendere dalla Nato i Paesi, come la Spagna, che non hanno sostenuto gli USA nella guerra contro l’Iran. Del resto, già precedentemente il presidente americano Donald Trump aveva espresso aperte critiche al governo del premier Sanchez. E solo pochi giorni fa aveva scritto su Truth: «Qualcuno ha visto quanto sta andando male la Spagna come Paese? I loro conti, nonostante il contributo quasi nullo alla Nato e alla difesa militare, sono assolutamente orrendi». Tra le opzioni contemplate nella mail, un documento interno del Pentagono rivelato dalla Reuters, figurerebbe la sospensione dei paesi ‘difficili’ da incarichi importanti o prestigiosi presso l’Alleanza. Ma non si sa se preveda un ritiro parziale delle forze statunitensi dall’Europa.

Intanto però Il Giornale fa un’altra scoperta. E cioè che il progressista Sanchez starebbe “copiando” il modello di Giorgia Meloni sul trasferimento di migranti in Albania. Anche la Spagna, come molte altre nazioni europee, sta da tempo lavorando con Marocco e Mauritania per accordi bilaterali finalizzati al contenimento dell’offensiva migratoria. Ufficialmente il premier Pedro Sànchez e il suo esecutivo di centrosinistra vedono i return hubs come una soluzione solo apparentemente miracolosa, anzi, in queste settimane Madrid ha sostanzialmente regolarizzato 500mila migranti senza documenti, anche perché almeno il 15% della sua forza lavoro è straniera, prevalentemente di origine sudamericana (Colombia, Venezuela ed Ecuador). Ma, sempre secondo quanto scrive il quotidiano diretto da Tommaso Cerno, la polizia spagnola proprio in Marocco e Mauritania è stata al centro di diverse critiche per i maltrattamenti a cui sarebbero stati sottoposti i mauritani che cercavano di raggiungere le vicine Canarie. Alcuni video delle Ong pro migranti avrebbero filmato gli abusi sugli irregolari da parte dei circa 200 agenti a guardia dei confini.

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