«Con un esercito europeo unico la guerra in Europa è impossibile, dobbiamo crearlo subito, ma non possiamo farlo solo a livello nazionale». Sono state queste le parole più significative del discorso di Marfred Weber, presidente del PPE, pronunciate durante i festeggiamenti per le celebrazioni del cinquantenario, svoltesi a Roma. «Sono convinto – ha aggiunto Weber – che molti giovani soldati siano più avanti nel loro modo di pensare rispetto alla classe politica, per difendere l’Europa, non solo i confini nazionali. Siamo orgogliosi dei forti eserciti nazionali e delle identità nazionali. Ma in un mondo di attacchi informatici, guerra ibrida e costi elevati per le armi moderne, dobbiamo costruire il pilastro europeo della difesa».

Guest star dell’evento il neo premier ungherese Peter Magyar, presente in videomessaggio con un intervento molto atteso. Alla sua prima uscita internazionale il neo premier ungherese si congratula con il leader di Forza Italia Antonio Tajani, cui propone di lavorare insieme per l’Europa, che «sta affrontando numerose sfide», in modo di realizzare «una cooperazione più forte e soluzioni concrete e credibili». E sottolinea il motto del 50esimo compleanno del Partito, “Liberi, forti, patrioti”, dichiarando: «Siamo impegnati ad essere dei partner costruttivi in Europa. Vogliamo essere presenti al tavolo dove si prendono le decisioni e vogliamo portare gli interessi e le ambizioni del nostro Paese in questi tavoli, come hanno sempre fatto Antonio Tajani e Forza Italia per l’Italia». Chiaro e forte, quindi, il messaggio lanciato da Magyar: in Europa si cambia.  

E proprio sulle riforme indispensabili per cambiare l’Europa si sofferma Tajani nel messaggio conclusivo: «Basta – dice – con il voto all’unanimità, ce n’è un uso smisurato, siamo stati fermi perché Orban diceva no ai fondi all’Ucraina, poi sono passati. Perché poi la sinistra italiana ha festeggiato per la vittoria di Magyar? Ha vinto anche in Ungheria il Ppe. Il parlamento europeo non ha iniziativa legislativa, non esiste. E serve un unico presidente del governo Ue».

Quanto al rapporto con i socialisti, all’interno dell’Unione, Tajani è chiaro: «non siamo né Maga né estremisti di sinistra», per questo, bisogna cambiare l’Europa senza cedere ad estremismi green che danneggiano l’agricoltura. E’ necessario contrastare la crisi energetica, aiutare l’industria, superare il Patto di stabilità.

Ed è stato lo stesso Weber ad annunciare che il prossimo congresso del Ppe sarà a Roma. Lo fa, citando Berlusconi. «Silvio era un amico dell’Europa. L’Europa è nel Dna di Forza Italia, non ogni partito può dire: siamo sempre stati dalla parte dell’Europa».

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