
La ferma opposizione dei Socialdemocratici irlandesi al governo in carica, guidato dal conservatore Simon Harris, stavolta si traduce nella protesta contro le ipotesi avanzate dall’esecutivo per affrontare la crisi energetica.
Secondo Jennifer Whitmore (al centro nella foto) portavoce dei Socialdemocratici irlandesi per l’energia, è una follia che il governo si rifiuti di adottare l’energia solare su larga scala per proteggere i consumatori dagli shock dei prezzi nel mercato energetico. «I prezzi dell’energia all’ingrosso – dichiara Whitmore – sono aumentati del 19% in un solo mese, mentre la guerra infuriava in Medio Oriente, eppure il governo si rifiuta di adottare soluzioni praticabili come l’energia solare per ridurre i costi».
All’inizio di aprile il Parlamento irlandese aveva discusso una mozione dei Socialdemocratici, che chiedeva al governo di adottare il piano ‘Solare per tutti’. La proposta prevede il raddoppio dei contributi per l’installazione di impianti solari, portandoli a 3.600 euro, e l’inclusione dei pannelli solari nel programma ‘Case più calde’ per aiutare le famiglie a ridurre i costi dell’elettricità in media di 450 euro all’anno.
«Fino a un milione di abitazioni in Irlanda – hanno spiegato in Parlamento i Socialdemocratici – sono considerate idonee all’installazione di pannelli solari e un programma di installazione a livello nazionale potrebbe essere avviato in tempi relativamente brevi. È qualcosa che chiediamo dal 2022, quando lo scoppio della guerra in Ucraina ha causato un grave shock energetico internazionale».
L’Irlanda è un Paese che dipende dal gas naturale per circa metà del suo fabbisogno energetico e ciò la rende altamente esposta a shock di prezzo fuori controllo, come si è verificato, ad esempio, durante l’invasione russa dell’Ucraina. «Tuttavia, il governo continua a ignorare questa soluzione, nonostante le prove che dimostrano come i costi dell’energia all’ingrosso stiano salendo alle stelle, e che a pagarne le conseguenze siano soprattutto i consumatori».
«Il potenziale in gran parte inutilizzato dell’energia solare per ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili e affrontare l’impennata dei costi energetici – ha poi incalzato la portavoce socialdemocratica – continua a essere ignorato dal governo. Intervenendo questo fine settimana, il Tánaiste Simon Harris ha illustrato una serie di misure energetiche una tantum che la Coalizione sta valutando, ma ha omesso di menzionare il solare come alternativa valida a lungo termine per la nostra sicurezza e accessibilità energetica».
«All’inizio di questo mese, ho chiesto al governo un aggiornamento sull’indagine della CRU sulle speculazioni sui prezzi nel mercato energetico, richiesta avanzata lo scorso novembre. Non c’è ancora traccia di un rapporto, né tantomeno di dettagli sullo stato di avanzamento dell’indagine, mentre i consumatori continuano a subire costi esorbitanti».
«È ora che il governo prenda in considerazione soluzioni come l’energia solare per proteggerci dagli shock dei prezzi sul mercato energetico internazionale e che pubblichi al più presto il rapporto dell’indagine della CRU sulle speculazioni», ha concluso Whitmore.





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