Una autentica emergenza nazionale. Nella maggior parte dei casi a far la fila dinanzi ai portoni della Caritas sono le famiglie con figli in età compresa fra zero e tre anni. Il Rapporto 2023, reso noto da poco, parla chiaro: più di un bambino su sette è povero in termini assoluti e i genitori non gli possono garantire cibo, vestiti, cure. Neppure i giocattoli. Circa il 12% delle famiglie che si rivolge alla Caritas vive in stato di povertà assoluta: non hanno il minimo necessario perché impossibilitati ad accedere a un paniere di beni e servizi essenziali (cibo, vestiario, abitazione)

Lo scorso anno – si legge nel Rapporto – nei soli centri di ascolto e servizi informatizzati (complessivamente 3.124 dislocati in 206 diocesi italiane) le persone incontrate e supportate sono state 269.689 e complessivamente sono stati erogati oltre 3,5 milioni di interventi, soprattutto erogazione di beni materiali e e sul fronte alloggio. Aiuti, insomma, a quasi 270 mila persone, con un + 5% rispetto al 2022.

La povertà è divenuta un fattore strutturale ed è, secondo l’Istat, ai massimi storici. Nel 2023 il 9,8% della popolazione viveva in uno stato di povertà assoluta, vale a dire 5 milioni 752mila residenti, per un totale di oltre 2 milioni 234mila famiglie. A farne le spese sono elementi essenziali, come la salute e l’accudimento familiare. il 35,4% delle mamme dichiara di dover rinunciare a prendersi cura della propria salute e quasi una famiglia su sette (15,2%) non accede al pediatra di libera scelta. Sul pinto la Caritas ci ricorda la necessità di garantire l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale a tutti i minori, come previsto dalla legge. Infine, circa i due terzi degli intervistati dichiarano di essere costretti a rinunciare a opportunità formative e di lavoro non potendo permettersi di lasciare i figli a nessuno, percentuale che sale al 69,5% per le donne. E un quarto degli assistiti dichiara di essere un lavoratore povero. 

Cresce anche il numero dei senza fissa dimora e degli anziani fragili. «Nel 2023 – leggiamo nel Rapporto così come diffuso dal quotidiano Avvenire – le persone senza dimora sostenute dalla rete delle Caritas diocesane e parrocchiali sono state 34.554, corrispondenti a un quinto dell’utenza complessiva. Il valore risulta in crescita sia in termini assoluti che percentuali. Si contano quindi 6.677 clochard in più rispetto al 2022 e oltre 10.500 rispetto al 2021». Quasi la metà, fra loro, si dichiara genitore e il 13% ha un lavoro.

Nel 2023, infine, sono stati supportati dalle Caritas diocesane 35.875 anziani, pari al 13,4% dell’utenza complessiva, con un raddoppio delle presenze dal 2015. Per loro i problemi maggiori sono le utenze e l’affitto, quasi tutti si dichiarano costretti a rinunciare alle cure. «Emerge dalle antenne della Caritas sui territori il quadro di un paese che fatica a prendersi cura della povertà multiforme dei più piccoli e dei suoi vecchi, storie che accadono ogni giorno e restano invisibili», scrive Avvenire. E noi della Fondazione Salvemini sottoscriviamo, con un invito alle istituzioni a non eludere queste autentiche piaghe sociali. 

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