E’ andata decisamente male al Comune di Milano guidato dall’esponente di sinistra Beppe Sale a ad alcuni Comuni del Varesotto, i quali avevano presentato ricorsi contro l’intitolazione al quattro volte primo ministro Silvio Berlusconi dello scalo aeroportuale di Malpensa. L’intitolazione resta, lo ha stabilito il TAR Lombardia. 

Per i giudici del Tribunale amministrativo lombardo, non spetta ai Comuni opporsi a una decisione che «rientra nella sfera di competenza statale e ha natura prevalentemente simbolica». L’intitolazione di un aeroporto – viene spiegato nel provvedimento – non può essere assimilata alla toponomastica tradizionale, quella delle strade o delle piazze in cui i Comuni esercitano poteri diretti. Gli aeroporti sono infatti edifici appartenenti al demanio statale e funzionali a interessi di rilievo nazionale e internazionale, come il trasporto di persone e merci. Ne consegue che gli enti locali «non sono titolari di una posizione giuridica qualificata tale da giustificare il ricorso». Ma c’è di più. Questa intitolazione viene definita un «atto dal valore essenzialmente onorifico, privo di effetti lesivi immediati per i territori coinvolti». Respinta al mittente anche l’obiezione secondo cui il cambio di nome sarebbe stato un atto politico, definendo al contrario questa posizione un «atto amministrativo non illegittimo». 

A quasi tre anni dalla morte del fondatore di Mediaset, questa volta la giustizia italiana dà ragione alla  famiglia del grande leader politico scomparso. L’iter burocratico che aveva portato all’intitolazione di Malpensa era stato tutt’altro che immediato. Prima tappa il 20 giugno 2023, quando il Consiglio regionale della Lombardia aveva approvato un ordine del giorno a riguardo. Dopo un lungo iter – arrivato a coinvolgere la presidenza del Consiglio, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’Enac – l’11 luglio 2024 era stato l’Ente nazionale per l’aviazione civile ad ufficializzare la nuova intitolazione, rendendola operativa con effetto immediato.

Sulla sentenza del Tar lombardo si è espressa subito Marina Berlusconi. «Il provvedimento finalmente rimette le cose al loro posto. I ricorsi contro l’intitolazione di Malpensa a mio padre, intrisi della solita ideologia trita e ritrita, sono stati l’ennesimo attacco giudiziario nei suoi confronti. Intitolare Malpensa a Silvio Berlusconi è il giusto riconoscimento a un uomo che è sempre stato capace di guardare oltre l’orizzonte: oggi il suo nome continua a sovrastare le piccole miserie di coloro che non riescono a perdonargli la sua grandezza. Del resto, un aeroporto serve a volare e non può restare ostaggio di chi vorrebbe tenere l’Italia ancorata a terra, prigioniera di vecchi rancori».

Una brutta botta per l’esecutivo di Palazzo Marino: sul ricorso presentato dal Comune di Milano, il Tar ha poi aggiunto che manca completamente il vincolo della “vicinitas” dato che l’aeroporto di Milano-Malpensa si trova completamente all’interno del territorio che fa capo al Comune di Varese. Nonostante sia principale azionista di Sea, la società che gestisce gli aeroporti di Malpensa e Linate, non c’è dunque alcun collegamento territoriale che permetta a Palazzo Marino di impugnare decisioni che impattano zone su cui non ha un suo interesse qualificato.

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