
Ha riportato un buon successo alle Europee la Coalizione Nazionale, vale a dire l’alleanza fra Socialdemocratici e Liberali che governa la Romania. Con il 50% delle preferenze ottenute, il duo ha surclassato di oltre 35 punti l’avversario politico AUR, Partito ultranazionalista ed euroscettico.

I Socialdemocratici restano dunque al governo del Paese, «ma solo grazie alla strana alleanza con i Liberali», avvertono molti osservatori. Dopo la crisi della maggioranza di centrodestra, avvenuta nel 2021, i due principali partiti vincitori di questa tornata europea sono passati a governare insieme il Paese, tanto che il liberale Klaus Johannis, presidente della Romania, ha appoggiato la stessa alleanza anche per l’Europa. E gli è andata bene. Anche perché il popolo rumeno, in un clima generale di astensionismo, ha fatto registrare oltre il 58% di affluenza, dimostrando così la propria fiducia nell’Europa. E non è poco, per un Paese proveniente dall’ex “cortina di ferro”.
Ricordiamo che solo poche ore fa presidente Iohannis ha ritirato la sua candidatura a segretario generale della Nato, chiedendo ai membri del Consiglio di pronunciarsi sulla candidatura di Mark Rutte alla carica.
Intanto, a quanto si apprende, ci sarebbe l’intenzione di finalizzare la successione a Jens Stoltenberg nel corso del summit di Washington. Rutte entrerà in carica il 2 ottobre prossimo.
I rumeni torneranno di nuovo alle urne l’8 dicembre, sia per le elezioni parlamentari che per quelle presidenziali. Non c’è ancora alcuna dichiarazione ufficiale circa la posizione che adotteranno Liberali e Socialdemocratici, ma ci si attende che restino insieme per mantenere l’ampio vantaggio conquistato alle Europee.





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