VOTO IN FRANCIA / COMUNQUE VADA, L’ITALIA HA MOLTO DA IMPARARE

Più volte in questo giornale ci siamo soffermati su un primato negativo dell’Italia, quello che in qualche modo li batte tutti: il crollo degli indici di natalità, con un Paese che si va letteralmente estinguendo nei prossimi 100 – 200 anni, se continua questo trend.

Apriamo così il nostro ragionamento sulla Francia, dove oggi circa 49 milioni di elettori sono chiamati alle urne dopo una campagna elettorale lampo, durata 20 giorni, a seguito della sconfitta riportata dalle forze di politiche al governo nella tornata per le Europee ed il contestuale successo della destra di Marine Le Pen.

Quale che sarà il risultato del voto, se cioè il Rassemblement National della Le Pen vincerà le elezioni, così come indicano attualmente i sondaggi (RN al 35%, Nuovo Fronte Popolare (NFP) al 29%, Ensemble al 20%, i Républicains al 9%), la Francia è e resterà un Paese da cui gli italiani hanno ancora molto da imparare. Perché detiene il primato europeo sul numero dei nuovi nati, con un tasso di fecondità pari ad 1,79, contro il misero 1,25 del nostro Paese. Tutto merito, per la Francia, della lungimirante politica di welfare a sostegno della nuova genitorialità e delle famiglie, anche di quelle separate, che sta dando vita a nuove generazioni di francesi, con tutta la vitalità ed il dinamismo per il Paese che ciò comporta.

Ciò significa che se in Francia il debito pubblico cresce (quota 111,8), buona parte della spesa va a favore di misure straordinarie, ma permanenti, per il sostegno alle famiglie, dalla casa alle cure per i piccoli offerte dallo Stato. Qui da noi, se il debito pubblico arriva a 141 e passa, senza che esista un sistema di assistenza pubblica degno di questo nome (vedi i disabili, o le famiglie in stato di povertà assoluta, cui arrivano solo mance una tantum), dobbiamo ritenere che il grosso disavanzo sia dovuto in buona parte ai milioni spesi per mantenere apparati dello Stato e privilegi.

Vale la pena a questo punto di fare un accenno alla prima ed unica proposta concreta sul tema che sia stata finora avanzata dal governo Meloni. Il disegno di Legge, depositato ieri, porta la firma di Maurizio Gasparri e prevede l’assegnazione di mille euro al mese per cinque anni a favore di quelle mamme che oggi sono costrette ad abortire per la mancanza di mezzi economici di sostentamento e domani potranno invece, grazie a questi aiuti, tenere e crescere il loro bambino. Lo hanno già battezzato “Reddito di Maternità” e rappresenta, come si vede, una concreta speranza non solo per le donne, ma per la tenuta e la crescita Paese intero.

Qualunque sarà allora il risultato delle elezioni in Francia, l’Italia e l’Europa non hanno nulla da temere, se non l’incapacità mostrata finora da noi di adottare seriamente a misure efficaci, come quella del senatore Gasparri, per dare un futuro demografico e produttivo al nostro Paese: tanto per cominciare, pagando un domani le pensioni ai lavoratori di oggi, messe a rischio da un invecchiamento costante ed inesorabile del popolo italiano.

Renato d’Andria

Presidente Fondazione Gaetano Salvemini

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