
Sono sbarcate in queste ore al porto di Livorno 47 persone, comprese donne e minori non accompagnati, soccorsi dalla nave Life Support di Emergency in acque internazionali, nella zona Sar libica. Tuttavia, nonostante questi ultimi sbarchi (175 persone a Lampedusa poche ore fa), il fenomeno risulta in netto decremento. Ne dà notizia il cruscotto statistico del Viminale, secondo cui nei primi sei mesi del 2024 sono sbarcati in Italia 25.345 migranti con una variazione percentuale che raggiunge il -60% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando erano stati 62.364. Nel 2022 i migranti sbarcati erano stati 27.346.
Per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi «si tratta di risultati certamente riconducibili all’azione che il governo sta portando avanti per contrastare il vergognoso traffico di migranti e affermare un più rigoroso rispetto delle regole in materia di migrazione, a cui va aggiunto l’incoraggiante dato sui rimpatri forzosi di coloro che non hanno titolo a rimanere in Italia». Infatti, dall’inizio dell’anno e fino al 10 giugno sono stati effettuati 2.242 rimpatri, in aumento del 15 per cento rispetto ai 1.939 dello stesso periodo dello scorso anno.
Il controllo lungo le coste va avanti anche da parte delle forze dell’ordine, altro fattore decisivo. Negli ultimi giorni la polizia ha arrestato due cittadini egiziani, identificati come scafisti, che lo scorso 17 giugno avevano guidato un’imbarcazione in pessime condizioni dalla Libia verso l’Italia, causando la morte di dieci migranti per asfissia durante la traversata.
Sono state la procura di Agrigento e la procura dei minorenni di Palermo ad emettere i provvedimenti di fermo nei confronti dei due uomini, che erano sbarcati a Lampedusa quello stesso giorno. «I fermati – si legge nella nota – sono accusati d’aver compiuto atti diretti a procurare illegalmente l’ingresso nel territorio nazionale di 54 migranti, prevalentemente di nazionalità pakistana e del Bangladesh, il tutto per trarne profitto anche indiretto, conducendo, governando e tracciando la rotta alla guida di un’imbarcazione inadatta ad effettuare tale traversata e in pessime condizioni di sicurezza, tali da esporre le persone a pericolo per la loro vita o per la loro incolumità, cagionando la morte per asfissia, di dieci persone di nazionalità bengalese che si trovavano all’interno della stiva del natante, nonché lesioni ad altri migranti».





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